Modena, nel "Cuttonegate" perdono tutti
In questo nostro amato e bistrattato Paese di supertassati, di intercettati, di schedati, ma anche di poeti, santi e navigatori, accade proprio di tutto. Accade anche che il Modena, pur non giocando per il solito problema-neve, si sia posto all'attenzione generale per quello che definirei il “Cuttonegate”.
Ormai è di dominio pubblico quello che è accaduto in casa gialloblù: la squadra, nella sua totalità, si è presentata al cospetto di soci e presidente ed ha chiesto la testa dell'allenatore, reclamando, contemporaneamente, il ritorno di Bergodi. Incompatibilità di carattere? Poco feeling? Contrasti di ordine tecnico? Non è affatto chiaro il vero motivo che ha spinto la squadra a chiedere l'allontanamento dell'allenatore caro al patron Casari. L'unica cosa certa è che la società, dopo confronti e lunghe riunioni, ha deciso di non ascoltare i giocatori e di confermare l'inamovibile Cuttone alla guida del Modena. Quali conclusioni si possono trarre da questa vicenda? Quale sarà il futuro del Modena? Come si comporteranno i giocatori? Al di là delle dichiarazioni di facciata, del tipo “è stato un equivoci, volevamo solo confrontarci”, è certo che questa è la tipica storia all'italiana, finita come da prassi a tarallucci e vino.
Ma una cosa è certa: tutti ne escono con le ossa rotte. La società, perché è andata contro il volere dei giocatori e si ritrova uno spogliatoio bollente, i giocatori perché hanno perso la loro battaglia, facendo poi marcia indietro rimettendoci la faccia, lo stesso Cuttone che è rimasto inchiodato al suo posto, pur sapendo ufficialmente che la squadra non lo vuole più. L'esperienza maturata in tanti anni di calcio, in C, in B, ed in A mi ha insegnato che in un solo caso è doveroso allontanare l'allenatore: non quando mancano i risultati, perché magari è colpa di una campagna acquisti non indovinata, non quando il gioco langue, perché ci potrebbero essere interpreti non all'altezza, ma quando non c'è rapporto fra l'allenatore ed i giocatori. La “pezza” messa oggi dalla società, in primisi dal patron Casari, è solo una “pezza” e come tale, è pronta a lacerarsi alla prima occasione. Ci auguriamo di sbagliare, ma questa storia non finisce qui, ci saranno prima o poi ulteriori sviluppi. Per il bene dei “Gialli” ci auguriamo che alla fine a rimetterci non sia il Modena: l'organico è adesso di assoluta qualità, pericoli non ce ne dovrebbero essere. Ma il fuoco è lì, sotto la cenere, pronto a divampare.


