Modena, la grande sfida per il Centenario
Novantanove anni, ma non li dimostra. Nella sua lunga storia ne ha passate di cotte e di crude, visitato l’inferno e toccato il paradiso dove ora spera di tornarci, anche se non lo dice per scaramanzia e più seriamente per non fare figuracce, per celebrare il centesimo anniversario dalla nascita. Il 5 aprile 1912, nei locali della Caffè Cacciatori, infatti, emise il primo vagito il Modena Football Club nato dalla fusione tra Audax e Associazione Studentesca Calcio. Il compleanno cadrà nel pieno del prossimo campionato, anzi nella fase più delicata di una stagione dalla quale società, tecnico, squadra e tifosi si aspettano tanto. Ghirlandina Sport ha fatto le cose per bene mantenendo sulla panchina gialloblù un grande allenatore come Cristiano Bergodi e confermando nel ruolo di diesse Fausto Pari che ha allestito, in perfetta sintonia col mister, una squadra di tutto rispetto, rinforzata in ogni settore soprattutto a centrocampo e in attacco. Un Modena, che a differenza dell’estate scorsa, parte all’insegna delle certezze, le scomesse ridotte al minimo e l’organico quasi al completo già dall’inizio del ritiro. Nel potenziale undici titolare mancano ancora un portiere e il regista arretrato che Bergodi spera possa essere Ovidiu Petre, giocatore che ha conosciuto bene negli anni della Romania. Due pedine importanti, da non fallire, che potrebbero aggregarsi alla truppa nella prima parte di lavoro a Fiumalbo.
«Lo spero - dichiara Bergodi - e non dobbiamo sbagliare due giocatori così importanti. Ma rispetto all’anno scorso partiamo per Fiumalbo quasi al completo: è un grande vantaggio per un allenatore poter lavorare da subito su un’intelaiatura di squadra potenzialmente titolare».
Mister, contento del mercato?
«Sì, sono rimasti i migliori che potevamo trattenere e sono arrivati rinforzi importanti in attacco e a centrocampo, il cuore della squadra, un reparto più strutturato a livello fisico che sono convinto porterà benefici sia all’attacco che alla difesa. A livello di singoli spendo un nome: Di Gennaro. Ha talento da vendere e se gli infortuni gli daranno tregua mi auguro possa dimostrare le sue grandi qualità».
La ricorrenza del Centenario che stimoli può portare?
«Enormi. Io sono motivatissimo. Ho delle sensazioni positive e ci sono gli ingredienti giusti per essere protagonisti e regalare qualcosa di importante alla città e a una società che ha mantenuto la parola nei miei confronti dopo avermi riportato in Italia dalla Romania. Ora tocca a noi, a cominciare da oggi. Coi fatti e non con le parole».
La grande sfida, anche se sottovoce, è lanciata


