Modena, il patron Commini : " Possiamo ambire a disputare un grande campionato"
Dopo essersi goduto la vittoria del Modena al Braglia, ieri Stefano Commini ha seguito il positivo successo per 3-0 di Casa Modena all'esordio in campionato al PalaPanini. «Una bella vittoria e così si è degnamente concluso – spiega il patron canarino - un weekend trionfale per lo sport modenese: mi sono divertito molto, ma devo dire che la gioia più grande me la hanno regalata Marcolin e i suoi ragazzi contro il Cesena».
Ha finalmente visto il Modena dei suoi desideri?
«Al di là del risultato ampio e incontestabile, ho visto un bel gioco e questo è un aspetto fondamentale se vogliamo avere delle ambizioni in campionato.
Quando sono arrivato a Modena mi ha colpito una certa mentalità rinunciataria, secondo la quale i tre punti significavano esclusivamente avvicinare la quota la salvezza».
Ed invece per Commini i tre punti cosa significano?
«Mi auguro che siano il punto di partenza per instaurare in tutto l’ambiente gialloblù una mentalità vincente. Sarà difficile andare in serie A alla prima stagione, ma la squadra è forte e potenzialmente può ambire a disputare un grande campionato. Per ora piedi in terra e tanto lavoro: magari ne riparleremo tra qualche mese».
A Modena ultimamente serie A fa rima con Mammut.
«Su questo punto intendo fare chiarezza. Fin dal mio arrivo a Modena ho detto di voler prestare attenzione al settore giovanile e non può esistere un settore giovanile senza un centro sportivo dedicato all’altezza. Ad oggi abbiamo le squadre sparse per tutta la provincia, e questa soluzione impone il pagamento di affitti onerosi per le strutture che utilizziamo. Avere un centro sportivo di proprietà per le squadre giovanili è un obiettivo primario».
Perché proprio il Mammut?
«Era la soluzione più veloce. Io non sono qui per fare regali a nessuno. Non sono un folle che intende spendere più di quanto il Modena spenda ora. Sarà nell’interesse della società affittare il Mammut a 300mila euro all’anno: non sono qui a fare regali a Caliendo. Anche perché i costi per la ristrutturazione e l’ampliamento saranno a carico della proprietà del Mammut, non nostro. Qualora poi dovessimo acquistare il centro in futuro (e lo potremmo fare anche senza la serie A) gli affitti già pagati saranno ammortizzati dal prezzo di vendita».
Esiste già il progetto e come pensa che l’amministrazione comunale risponderà?
«C’è una bozza progettuale, ma sarà da valutare alla luce della disponibilità dei terreni. Con il Comune il rapporto è ottimo: ho trovato persone ragionevoli e disponibili al colloquio quando vengono loro proposte idee il cui spirito principe sia il bene della città, in ambito sportivo, perché io non faccio il “palazzinaro”».
Non è eccessivo un premio di 5 milioni di euro in caso di serie A?
«No, si tratta di una cifra congrua. Pensi che rispetto all’anno scorso risparmiamo 1,4 milioni di euro sugli ingaggi di calciatori e staff tecnico e con una squadra, a detta di tutti, più forte. Questo merito va al management, cioè Caliendo – che lavora gratis - e i suoi collaboratori. Se andremo in serie A è giusto che chi ha lavorato bene venga gratificato, ma non si tratta di un premio esclusivo a Caliendo».
E’ ancora in piedi l’idea di avviare un’attività lavorativa nella nostra provincia?
«Sì, certo. A breve acquisirò una società informatica tra Modena e Bologna per essere ancora più presente nel territorio».


