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Modena, e quell'appennino prolifico di gol

Modena, e quell'appennino prolifico di gol TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
lunedì 3 settembre 2012, 16:03Modena

UNA MONTAGNA di gol: è quello che ha sfornato il nostro Appennino. L’ultimo in ordine di tempo è stato quello di Francesco Stanco, che ha permesso al Modena di passare a Gubbio contro la Ternana e di conquistare tre punti molto pesanti. Stanco è nato a Pavullo, come Luca Toni, classe 1977, uno dei più prolifici bomber dell’ultimo decennio. Originario di Stella, frazione di Serramazzoni, nato a Pavullo per questioni di ospedale, Toni è stato il primo italiano a conquistare la Scarpa d’oro, trofeo riservato al miglior cannoniere dei campionati europei. Accadde nel 2005-06, la sua stagione magica, quando con la Fiorentina realizzò la bellezza di 31 reti prima di laurearsi campione del mondo al Mondiale di Germania. All’epoca aveva 29 anni e già una lunga carriera alle spalle.

Toni è anche uno dei pochi italiani che sono riusciti a diventare capocannoniere in un campionato estero, nella Bundesliga tedesca 2007-08, quando con il Bayern Monaco realizzò 24 reti, fondamentali per la conquista del titolo.

DI SERRAMAZZONI è anche Gianni Bui, classe 1940, atletico centravanti scoperto da Fulvio Bernardini quando da ragazzino faceva il tipografo a Roma e portato nella giovanili della Lazio. Statura da giocatore di basket (come Toni), grande specialista del gioco aereo, Bui segnava e faceva segnare chi giocava al suo fianco. Le annate migliori nel Catanzaro, quando vinse la classifica dei marcatori del campionato cadetto 1965-66 con 18 reti, nel Verona, quando nel 1968-69 fu vice capocannoniere della Serie A con 15 gol, preceduto solo da Gigi Riva, autore di 20 reti, e nel Torino, con cui conquistò la Coppa Italia nel 1971 e si dimostrò un prezioso assist man per gli emergenti Petrini e Pulici.

SEMPRE di Serramazzoni è pure Pietro Baisi, classe 1945, sgusciante centravanti che nella massima serie ha giocato con il Torino e il Catania, fra i cadetti con il Parma, il Potenza, lo stesso Catania e il Novara oltre che in Serie C con l’Alessandria. Baisi ha anche vestito l’azzurro della nazionale Giovanile (ora Under 21), conquistando l’oro ai Giochi del Mediterraneo disputati a Tunisi nel 1967. Nell’occasione dovette spostarsi all’ala destra per lasciare il posto da centravanti a Pietro Anastasi, mentre all’ala sinistra giocava Luciano Chiarugi.

FRANCESCO Stanco, classe 1987, è l’erede di questi centravanti nati e cresciuti fra le montagne del nostro Appennino. Figlio d’arte, il padre è stato a lungo portiere della Pavullese, Franceso è un prodotto del vivaio del Modena, che lo ha poi mandato a farsi le ossa nel Grosseto, nel Boca San Lazzaro e, in due riprese, nella Valenzana, per rientrare in gialloblù nel 2010. Da allora non si è più allontanato. Centravanti dotato di eccellenti qualità atletiche e di una buona tecnica individuale, sta vivendo una fase di maturazione lenta ma costante, che lo vede migliorare anno dopo anno. Qualche volta mette a segno reti di eccellente fattura, tipiche dei grandi cannonieri. Forse è una costante che i bomber del nostro Appennino impieghino più tempo per arrivare all’apice. Toni e Bui ci riuscirono verso i 29 anni, Stanco ne ha solo 25: il tempo per stupire non gli manca.

Fonte tuttomodena/ Rossano Donnini per Il Resto del Carlino