Modena, cessione bloccata
Amadei-Cavagna, cessione bloccata
Ora è tutti contro tutti. Sono saltate le alleanze e ieri i colpi di scena nella la cessione del Modena non sono mancati. Prima il cda di Immerfin ha vietato a Romano Amadei di acquisire il 22.5% di Ghirlandina poi ha inoltrato una nuova bozza d’accordo in cui Ghirlandina e Immerfin erano disposte a cedere, entro il 24 giugno, con una fideiussione a garanzia delle perdite, il 49.6% a Cavagna in cambio dell’iscrizione del campionato. E lui si è irrigidito.
PRIMA PROPOSTA. Amadei, di prima mattina, prende contatto con Cavagna e gli comunica di aver visionato il preliminare di cessione del 22.5% delle quote di Ghirlandina. Preliminare che è pronto ad accettare, inserendolo poi nel contratto di cessione del 49.6%. Poco dopo ecco il colpo di scena, già paventato mercoledì sera.
CDA IMMERFIN. Il vice-presidente Fulvio Martini, il figlio Alfredo e gli altri due consiglieri Carrà, non autorizzano Romano Amadei ad acquistare il 22.5% di Ghirlandina (112mila 500 euro) e a subentrarli, con fideiussioni, alle garanzie già in atto (leasing marchio, sforamento ricavi/stipendi). Il patron, infatti, ha un margine di autonomia operativa di 500mila euro e non può chiudere l’operazione con Ghirlandina senza una delibera del cda.
NUOVA PROPOSTA. Dall’Immergas parte per Cavagna una nuova proposta. Ghirlandina e Immerfin si impegnano a cedere, entro il 24 giugno, il 49.6% di quote all’imprenditore bresciano ad un prezzo di poco maggiorato rispetto a quello pro-quota. Una mossa che porterebbe Cavagna a diventare immediatamente socio (e presidente) del Modena e quindi anche a partecipare all’iscrizione del campionato (800mila euro di fideiussione da presentare entro il 30 giugno). Si tratta di un tentativo per misurare la solvibilità dell’imprenditore su cui, in molti, nutrono dubbi. Cavagna, però, rifiuta la proposta per evitare di dover partecipare al ripiano delle perdite del primo semestre: si parla di 5 milioni di euro. Immerfin e Ghirlandina, a quel punto, si dicono pronti ad esentarlo da ogni pagamento attraverso una fideiussione che garantisca la copertura delle perdite da gennaio a giugno. E lì la trattativa finisce in un vicolo cieco perchè Cavagna, come più volte detto, non vuole commistioni con la gestione passata mentre si dice disponibile a rilevare il 49.6% dall’1 luglio e a subentrare ad ogni fideiussione su stadio e iscrizione.
IL FUTURO. L’imprenditore si è preso qualche giorno di tempo per riflettere, ma la sensazione è che possa gettare la spugna di una trattativa estenuante, dove le carte sono cambiate ogni giorno da una e dall’altra parte.


