Modena, Cannella e il mercato delle idee
DOPO le fatiche del mercato, Beppe Cannella si è concesso un pizzico di meritate ferie. Solo tre giorni di riposo per il ds canarino, che dopo questa breve ricarica di pile è già pronto a rientrare in pista.
Cannella, un primo bilancio di questi due mesi a Modena...
«Diciamo che sono passati troppo velocemente, tanto sono stato preso da questa nuova avventura. Mi trovo molto bene, sono contento di lavorare per questa società».
Ha condotto un mercato che è andato oltre le aspettative...
«Grazie, ma il merito va soprattutto a Caliendo e a Secco che mi hanno appoggiato e dato tante idee. Non è stato un mercato facile, considerando che siamo partiti quasi a fine luglio e che avevamo una base di soli otto elementi».
Caliendo alla presentazione della squadra al Mammut le ha dato però grandi meriti...
«E’ vero, e lo ringrazio. Mi ha affettuosamente definito un ’animale’ del mercato: a qualcuno magari poteva sembrare non delicato, ma da lui è un complimento che accetto volentieri perchè in fondo è così, in un certo senso il nostro mondo è un po’ una... foresta, dove devi muoverti con circospezione e decisione allo stesso tempo, stando attenti ad ogni particolare, spaccando l’euro. Ma è un mondo dove mi trovo a mio agio, perchè è il mio mondo».
Effettivamente l’esperienza non le manca...
«Credo di essere tra i decani di questo campionato, un po’ come Ricci e Bonato: a proposito, complimenti a lui perchè ha costruito ancora una volta un’ottimo Sassuolo. Sono quattordici anni che lavoro in serie B, credo un po’ di esperienza di essermela fatta».
Ma in questo mercato conta ancora avere tanto da spendere?
«Beh, certo che chi ha risorse da buttare sul piatto è certamente avvantaggiato, ma a volte la sola disponibilità finanziaria non basta. Soprattutto in questo momento, nel quale non c’è tanto denaro da spendere, devi fare in modo che sia soprattutto il progetto quello che stimola il calciatore che stai cercando, e fargli vedere che il tuo è il migliore. Guardate Surraco, lo voleva mezza serie B, non era assolutamente facile portarlo a casa ed invece oggi gioca per il Modena».
E’ quello il colpo che le ha dato più soddisfazione?
«Per me l’affare migliore è sempre l’ulimo. Ad esempio siamo orgogliosi di aver preso Moretti e Osuji l’ultimo giorno di mercato, perchè con il loro arrivo siamo riusciti a dare all’allenatore due giocatori per ruolo, accontentandolo in tutto. Non è poco».
Effettivamente il Modena di oggi ha un organico completo...
«E nel quale si svilupperà una sana competizione. Pensate a William, è un giovane ma è anche un giocatore straordinario che se la giocherà con i vari Lazarevic, Pagano e Greco».
Il comune denominatore di tanti acquisti pare essere stato il cercare calciatori che, per un motivo o per un altro, avevano voglia di rivalsa dopo una stagione difficile...
«Anche per questo motivo abbiamo guardato all’uomo ancor prima che al calciatore. Questa voglia di rivincita accomuna anche me e Alessio Secco, che per un po’ di tempo siamo rimasti un po’... parcheggiati, abbastanza ingiustamente secondo me».
In termini di classifica, il bilancio di queste prime due giornate è corretto?
«Assolutamente sì. Se a Gubbio con la Ternana forse gli avversari avrebbero meritato qualcosa di più, nella prima col Verona se c’era una squadra che doveva vincere era la nostra, quindi va bene così. Ma vi voglio dire una cosa: soltanto quando hai una squadra tosta fortuna e sfortuna alla fine si bilanciano. E noi la abbiamo».
Ma dove può arrivare questo Modena?
«Bisogna persare come Marcolin, che sta predicando che la squadra adesso deve pensare a crescere partita dopo partita, migliorando e allo stesso tempo correggendo gli errori. Quello di cui sono sicuro è che si è creato un buon gruppo, e il merito è principalmente dei calciatori che abbiamo trovato quando siamo arrivati qui. Sono tutti ottimi professionisti, che sono stati fondamentali affinchè si inserissero al meglio i tanti volti nuovi».
Intanto gli esami, come diceva il grande Eduardo, non finiscono mai, e sabato c’è il Varese...
«Se vuole un pronostico sulla gara non ne faccio. Anzi, le dico quello che tanti anni fa affermava un grande del calcio della mia terra, ovvero che noi facciamo lo sport più bello del mondo, peccato soltanto che ogni settimana ci sia la partita...».


