Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

Modena, Bergodi ritrova Zeman: "E' incredibile, parla con i silenzi"

Modena, Bergodi ritrova Zeman: "E' incredibile, parla con i silenzi" TuttoB.com
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
autore
Federico Errante
sabato 3 settembre 2011, 13:39Modena

«Il suo 4-3-3 è inimitabile». Cristiano Bergodi ricorda Zdenek Zeman, suo allenatore alla Lazio in due stagioni (94/95 e 95/96) e lo elegge a tecnico impossibile da clonare. «Ho un ottimo ricordo del mister – spiega il capitano della barca gialloblù – magari all’esterno dà l’idea di una persona glaciale, ma vi posso assicurare che ha tanto carisma ed un gran senso dell’ironia. L’unica cosa che non cambia mai è la capacità di parlare poco: è poco loquace fuori e dentro il campo. Anzi, un aspetto che non sono mai riuscito a spiegarmi è la capacità di trasmettere il suo credo tattico e le sue idee di gioco senza doverle spiegare a ripetizione. Eppure le squadre lo seguono, propongono un calcio particolare, unico». Ebbene il calcio offensivo di Zeman potrebbe anche aver avuto alcune influenze sul credo di Bergodi, seppur il mister canarino prenda le distanze. «No, non paragonateci, sarebbe limitativo per lui. Facciamo un calcio diverso: il mister porta tanti giocatori in avanti, lavora molto sulle verticalizzazioni, io invece preferisco una manovra più ragionata ed una squadra più equilibrata. Però se devo cercare una comunanza allora credo che la volontà di prediligere il gioco piuttosto che proporci come speculari agli avversari sia condivisa da entrambi». Il libro dei ricordi Bergodi lo apre volentieri. Lui, una delle ultime bandiere della Lazio, ha ancora in mente quel gol al Franchi di Firenze, segnato al ’94, beffando Stefano Pioli, ex tecnico gialloblù la cui esperienza a Palermo si è già conclusa con un amaro esonero. «Come posso dimenticare quella giornata? Entrai al posto di Rambaudi, con la Lazio in dieci per il rosso a Chamot. Finimmo anche in svantaggio per un gol di Batistuta poi arrivò la mia rete: era ormai la fine della partita, punizione dalla trequarti di Signori, Pioli mi stava marcando ma mi perse e segnai in tuffo di testa. Pioveva, feci una gran corsa verso lo spicchio dei tifosi laziali.

Pensate che ancora scherzo con Pioli di quella marcatura sbagliata». Sarà in grado Bergodi di superare il maestro? Domanda più che legittima anche se le premesse non sono delle migliori con il Modena che si presenterà al confronto con la peggior difesa e il Pescara forte del miglior attacco. «Zeman gioca sempre in avanti – spiega Bergodi – porta tanti giocatori nella metà campo avversaria e magari concede qualcosa dietro. Perciò dico che è inimitabile, non solo nei movimenti che insegna alla squadra, ma anche perché non ha mai cambiato il suo gioco. Noi qualche contromossa ce l’abbiamo in mente, sarà una bella partita e speriamo di iniziare a fare punti perché un avvio così nessuno di noi se lo sarebbe mai aspettato» Zemanlandia. Lo Zeman pensiero si trasferisce sulle rive dell’Adriatico e a Pescara già ognano, estasiati sia per il primato sia per il gioco: 15 mila persone ad applaudire il successo con l’Empoli che proietta il Pescara in vetta. Sei punti, 5 gol realizzati, miglior attacco della B trascinato da Ciro Immobile. Zeman non si scompone. La sua espressione è quella di sempre: imperturbabile. «Non siamo ancora una squadra - dice - e il nostro obiettivo è divertire e regalare soddisfazioni ai tifosi. A me piace vincere, ma ci sono anche gli avversari. Dovremo cercare di essere più bravi degli altri». Chi invece non ha dubbi è il patron Giuseppe De Cecco: «Con Zeman vogliamo aprire un ciclo. Credo sia l’allenatore giusto per questa piazza che vive di calcio e ama il bel gioco. I nostri tifosi hanno dimostrato di apprezzare lo spettacolo proposto fino ad oggi dalla squadra».

Fonte La Gazzetta di Modena/TuttoModena