Modena, Bergodi: "Otto a tutti"
Modena promosso, anzi salvo, con una votazione alta: otto. Giudizio e valutazione sono del professor Cristano Bergodi. Mister, pratica-salvezza finalmente chiusa. «Era praticamente fatta sul 2-0, così non c'è stato da soffrire. Il risultato e la prestazione mi fanno molto piacere, perchè sono arrivati contro un Portogruaro che, classifica alla mano, doveva avere più motivazioni del Modena. Che invece ha saputo giocare una buona gara, compatibilmente con il caldo e la stanchezza di fine stagione. Mi dispiace solo per Agostinelli, un amico, un bravo tecnico». Nel corso del campionato, mai avuto paura di non salvare il Modena? «Mai. All'inizio è stata dura, quando siamo partiti per il ritiro con pochi giocatori, ma ero motivatissimo e ho accettato questa situazione di buon grado, anche perchè volevo rientrare nel calcio italiano. Non ho temuto neppure prima di Natale, nel momento forse più difficile, perchè prima avevo visto la squadra giocare bene e questo mi confortava per il prosieguo del torneo». La società le aveva chiesto una salvezza prima dell'ultima giornata.
Missione compiuta? «Anche questa volta ho centrato l'obiettivo che mi era stato prefissato. Da quando alleno l'ho sempre fatto, anche i primi due anni in Italia a livello di C2. Poi a Modena ho visto spesso la squadra giocare come volevo io, altra soddisfazione grandissima». C'è stato spazio anche per l'attesissimo rientro di Bellucci. «Mi ha fatto molto piacere, vista l'accoglienza che il pubblico gli ha riservato». Perchè non è andato sotto la curva con i giocatori? «Ho gradito gli applausi, ma sono un po' schivo di carattere». Che voto alla squadra? «Direi sette perchè non mi piace esagerare, ma otto se lo merita. Il nove o il dieci se fosse arrivata ai play off». Salvezza a parte, quali le soddisfazioni maggiori? «Avere creato un buon gruppo, con una precisa identità, come mi era sempre riuscito anche in Romania. Poi, il gioco». Bergodi resterà? «Per ora non ho altre rischieste, ma dovremo incontrarci con i dirigenti, per valutare, nell'ordine, la programmazione della società, il discorso sui giocatori e il mio contratto».


