Modena, 11 reti nel primo test
La Veloce Fiumalbo-Modena era una partita che non poteva avere valore dal punto di vista tecnico. Ma rappresentava la prima uscita dei gialli di Bergodi, della squadra del centenario su cui gli sportivi modenesi ripongono grandi speranze come dimostra l’exploit degli abbonamenti: 1700 nei primi quattro giorni; se non ci fosse di mezzo la Tessera del Tifoso, ostacolo insormontabile per i sostenitori della Curva, il traguardo delle 5mila tessere che si è posto Ghirlandina Sport sarebbe raggiunto in fretta e anche superato.
Così, nella prima amichevole ufficiale, giocata nel ritiro di Fiumalbo, il Modena ha battuto i dilettanti locali de La Veloce 11-0 (5-0). Tripletta del giovane brasiliano Fabinho che sostituiva l'infortunato Bernacci. Doppiette per Greco e Di Gennaro. A segno anche Giampà, Ciaramitaro e Carraro, oltre ad un'autorete.
E Modena sta riabbracciando il Modena come nei periodi migliori: la conferma di Bergodi, il bel lavoro svolto da Fausto Pari sul mercato, assecondato e sostenuto dalla volontà della proprietà di allestire una squadra competitiva per le zone alte per celebrare degnamente i cento anni di vita del club, hanno riacceso la passione per il vecchio e glorioso Canarino. Che, a differenza dell’anno scorso quando Bergodi partì per Fiumalbo con un manipolo di giovanotti, i potenziali titolari ridotti all’osso e giocatori che Fausto Pari non riusciva nemmeno a piazzare in C2, quest’anno può gonfiare il petto: nel clan gialloblù regna un atteggiamento ispirato alla prudenza e al profilo basso, anche se appare evidente, a partire da Bergodi, la determinazione e la consapevolezza di avere i mezzi per poter recitare un ruolo importante nel prossmo campionato di serie B. Con l’arrivo di Fabinho, Jefferson, Caglioni e Turati l’organico è praticamente al completo. All’appello, infatti, manca solo il rumeno Ovidiu Petre, il mediano arretrato richiesto espressamente da Bergodi che intanto sta provando in quel ruolo Spezzani, giovane su cui il tecnico ripone grandi speranze. La squadra lavora duro, il mister non fa sconti : ferma esercitazioni e partitelle ‘tattiche’, corregge anche il minimo errore e pretende sempre massima applicazione e concentrazione dalla sua truppa. Che lo segue senza batter ciglio, in un silenzio quasi religioso in cui spicca solo il marcato accento romanesco del tecnico di Bracciano. Bernacci, fermato da un infortunio a un ginocchio fortunamente non grave, non è sceso in campo.


