Khouma il fenomeno: chissà se ci fosse stato lui nel Senegal dei miracoli
Word Cup 2002. Oltre a Ronaldo, Kahn, l'arbitro Moreno, Raul e tante altre cose, ci fu il Senegal dei miracoli. Una squadra capace di eliminare i francesi che erano campioni di tutto, grazie al goal di Bouba Diop. Una delle pagine più belle della storia del calcio quella della compagine del compianto Bruno Metsu, uno che faceva andare i giocatori in discoteca prima della partita e poi li faceva rendere come nessuno avrebbe fatto.
Dopo l'exploit che portò a quel quarto di finale perso contro la Turchia con quel maledetto goal di Mansiz sul gong, ovviamente la Nazionale Senegalese non si è più riproposta a quei livelli ma ha cominciato a lanciare calciatori e a credere nel calcio. 12 anni dopo quel Mondiale Metsu è probabilmente in un posto migliore rispetto a noi e chissà se sta osservando da lassù le prodezze di Khouma Babacar, 21enne senegalese che all'epoca aveva 9 anni e che adesso spacca in due la Serie B.
Babacar è uno che da bambino si presentò al San Paolo di Napoli con l'assist del 3-1 a Jovetic che permise alla Fiorentina di far saltare il banco. E' uno che segnò il suo primo goal in Serie A al Genoa la settimana successiva.
Prandelli aveva già intravisto in lui qualità eccezionali, doti che forse lo stesso Khouma non si era reso conto di possedere.
4 anni dopo ci sono stati tanti spezzoni di partita e poca gloria sempre con la Fiorentina, un'incomprensibile esperienza al Racing Santander, un apprendistato in Serie B al Padova ed il Modena.
Lui faceva goal anche quando non andava benissimo e continua a farli adesso che la sua squadra è la prima delle umane. Si, perchè togliendo il Palermo che è un vero e proprio intruso nel campionato cadetto ed infatti si è subito rivelato risalendo in A con 6 giornate d'anticipo, il Modena è nettamente la migliore squadra del girone di ritorno. 9 vittorie, 6 pari ed appena una sconfitta. 37 goal fatti (13 in più dello stesso Palermo) ed un superbo Khouma.
8 reti nel girone di ritorno, 18 in campionato, dei quali gran parte pesa come un macigno. Il capocannoniere Mancosu è lontano 4 goal, i playoff, obiettivo impensabile soltanto 3 mesi fa, sono a portata di mano.
La Fiorentina ne detiene ancora il cartellino e lo scruta da vicino, il Torino ci pensa per il post-Immobile e per portarlo in Europa con se, forse Bruno Metsu pensa da lassù che se avesse avuto lui in quella maledetta partita contro la Turchia, il Senegal avrebbe scritto la storia, ancora di più.


