GAZZETTA DI MODENA - Apolloni: "Così non rimango"
Gigi Apolloni prova a tenere alta la tensione per conquistare la salvezza matematica. Ma il tecnico è consapevole delle distrazioni che i contratti in scadenza - compreso il suo - e le vicissitudini societarie comporteranno nello spogliatoio. Eppure il mister sogna un grande Modena futuro, condizione imprescindibile per restare.
Mister, le piace l’idea del Modena arbitro per chi andrà in A?
«Sinceramente non mi interessa, io penso a salvare la mia squadra. Intanto sabato incontriamo una compagine in grande forma, che ha sicuramente più pressioni di noi e che proverà a metterci in difficoltà. Ecco, io voglio un Modena che non si faccia mettere i piedi in testa».
Quanto accaduto all’andata brucia ancora?
«Quello è già passato e non conta. È inutile ripensare al fatto che se una squadra doveva vincere doveva essere il Modena. Mi spiace per i punti lasciati al Rigamonti, ma proveremo a farli al Braglia per chiudere in fretta la questione salvezza».
A 51 punti non è tranquillo?
«A fine anno ci sono sempre risultati strani. Chi ha vissuto qui lo scorso campionato sa che nessuno è spacciato finchè non lo dice la matematica».
La fine dell’anno si avvicina: nello spogliatoio si inizia a parlare di futuro?
«Io non ascolto i discorsi dei ragazzi, certamente non sono dei bambini e al loro futuro iniziano a pensarci. Ma quello che a me interessa è che non si espongano a brutte figure, facendosi prendere da questioni che col calcio giocato non contano. Se calano di intensità rischiano di esporsi ai fischi della gente e io non voglio che vengano attaccati. Perchè se attaccano loro è come se attaccassero me. Le situazioni contrattuali vorrei diventassero uno stimolo positivo: meglio finiscono l’anno più estimatori troveranno».
E il contratto di Apolloni?
«Io non ci penso, voglio prima salvarsi e poi ci siederemo ad un tavolo».
Lei però ha detto che un altro anno così non lo vuole fare.
«E lo riconfermo. Io sono una persona ambiziosa. Un’altra stagione senza un programma non posso accettarla anche perchè diventa poi difficile motivarsi e motivare i giocatori. Se invece a Modena si deciderà di costruire qualcosa di importante sarò ben felice di parlarne. A me piacerebbe continuare a lavorare qui con tanti ragazzi che già ci sono. Ma servono delle basi solide che al momento non vedo».
La sua sensazione sul futuro societario?
«Non so come finirà. Anche lo scorso anno c’era una trattiva in atto e nei giocatori avevo visto una carica agonistica ed un entusiasmo di restare a Modena difficile da trovare».


