Mantova, Modesto: "Ho messo in difficoltà la squadra e mi prendo le mie colpe"
Marco Lombardi
Il Mantova deve arrendersi alla capolista Palermo nel big match della 7a giornata di Serie B. Cosi mister Francesco Modesto, dopo il ko del 'Martelli': «Oggi la mia comunicazione non mi è piaciuta e mi prendo la colpa. Ho messo in difficoltà i ragazzi su alcune situazioni tattiche, utilizzando dei giocatori in ruoli non adatti a loro per una partita come questa – spiega Modesto, come riporta mantovauno.it -. Ho sbagliato delle valutazioni e potevo fare sicuramente meglio nella gestione dei cambi. Lo dico perché lo sento davvero: chi è entrato ha dato comunque il massimo, anche se in alcune situazioni è mancata precisione. Sono aspetti sui quali lavorare, per migliorare e fare in modo che queste cose non accadano. Mi dà fastidio aver rovinato una partita così, perché i ragazzi meritavano qualcosa».
Prima della svolta favorevole ai rosanero, il Mantova aveva messo in campo una delle sue versioni migliori. «Nel primo tempo abbiamo fatto qualcosa di veramente bello. La gente sugli spalti spingeva e i ragazzi andavano sempre di più. Peccato, perché potevamo fare gol, però il calcio è così. Anche il Palermo ha avuto qualche situazione, ma la sua forza la conosciamo tutti. La squadra ha fatto gioco, è stata brava a riaggredire l’avversario e questo coraggio mi è piaciuto tantissimo. Anche loro hanno cercato spesso la palla lunga. Nel secondo tempo, poi, eravamo ripartiti di nuovo bene».
Le assenze e le condizioni non ottimali di alcuni giocatori hanno sicuramente pesato. «Sapevamo quale fosse la forza del Palermo, anche nei cambi. Io però non mi sono mai lamentato, perché questa squadra ha sempre saputo sopperire alle assenze, anche nelle altre partite. Oggi ho messo io in difficoltà la squadra e mi prendo queste colpe».
Il risultato non modifica la fiducia nel percorso intrapreso. E gli applausi arrivati dagli spalti anche dopo la sconfitta dimostrano che anche il pubblico mantovano l’ha capito. «Io vedo come si allena la mia squadra, come gioca e come sta crescendo dalla prima partita fino a oggi. Da questo punto di vista sono davvero felice. Vedere uno stadio così e l’apprezzamento ricevuto dai ragazzi anche a fine gara significa che questa squadra trasmette qualcosa. Quando succede, vuol dire che alla gente piace l’atteggiamento, al di là del risultato».


