Mantova, Bardi: "La salvezza è stata un sogno. Capitano? Faccio il fratello maggiore"
Con il possibile addio di Mensah, la geografia dello spogliatoio del Mantova si prepara a cambiare volto, consegnando idealmente le chiavi della leadership a Francesco Bardi. A 34 anni, l'estremo difensore toscano diventa l'elemento più esperto della rosa grigiorossa, forte di un bagaglio accumulato tra Serie A, Liga spagnola e piazze di primissimo piano. Arrivato a gennaio dal Palermo per raccogliere l'eredità pesante di Marco Festa, Bardi si è imposto a suon di miracoli, blindando una salvezza in Serie B che a inizio anno sembrava proibitiva.
Ricaricate le pile nella sua Livorno, il portiere ha fatto il punto della situazione in vista del raduno imminente. Il traguardo del mantenimento della categoria è ancora impresso nella mente del numero uno virgiliano, che non dimentica le tappe della rincorsa: "La salvezza a gennaio sembrava un sogno. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Fin dal mio primo giorno a Mantova ho avvertito che c’era tanto lavoro da fare, ma anche una grandissima voglia di non accettare quel che stava accadendo. Il mister ci ha messo in testa che con il sacrificio avremmo potuto ribaltare la situazione: c’è tanto di Modesto in quel che abbiamo ottenuto".
Sollecitato sulle sue parate più belle e pesanti del campionato, Bardi non ha dubbi nel selezionarne due dal peso specifico enorme: "Scelgo la parata multipla su Vasic al mio esordio contro il Palermo e quella su Bakoune allo scadere in Mantova-Monza: poteva costarci la sconfitta, invece è stata determinante per la vittoria e per la salvezza".
Con la partenza dei senatori, la fascia di capitano cerca un nuovo braccio, ma il portiere grigiorosso non ne fa una questione di status o di pura anagrafe: "Fascia al braccio? Mi basta mettere la mia esperienza al servizio del gruppo, soprattutto dei più giovani. Questa vocazione da 'fratello maggiore' l’ho sempre avuta, non penso solo a parare".
Sulle possibili partenze di pezzi da novanta come Trimboli, Marras e Bragantini, Bardi preferisce non interferire: "Sono tutti ragazzi umili e dal grande cuore. Sapranno loro qual è la decisione migliore da prendere in concerto con la società". Poi, una battuta sul nuovo vice Luca Gemello ("Ottimo portiere, lavoreremo bene") e un pensiero di classe verso il suo predecessore Festa: "Ha fatto la storia del Mantova, si è comportato con grande professionalità. Lo saluto e gli auguro il meglio".
Tra una settimana si riparte da zero, con le insidie di un torneo cadetto sempre indecifrabile. Bardi traccia la strada per il Mantova che verrà: "Il rischio di dare qualcosa per scontato? Lo escludo. Si riparte da zero con umiltà e voglia. Il segreto sarà essere il più continui possibile, scendendo in campo con rispetto per tutti e paura di nessuno, giocandocela anche con chi ha qualità superiori".
Infine, un sogno per l'estate e uno per il debutto: "Non vedo l'ora di giocare in Coppa Italia all'Olimpico contro la Lazio. Per la prima di campionato, invece, vorrei il Palermo in casa: per ritrovare tanti amici e partire subito con la carica giusta".


