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Lecco, Fracchiolla: "Chiediamo scusa ai tifosi. Adesso siamo in down, dobbiamo darci una svegliata"

Lecco, Fracchiolla: "Chiediamo scusa ai tifosi. Adesso siamo in down, dobbiamo darci una svegliata"TuttoB.com
Fracchiolla
sabato 27 gennaio 2024, 20:01Lecco
di Marco Lombardi

Lecco travolto (5-1) a Piacenza dalla FeralpiSalò. Una sconfitta umiliante che potrebbe innescare decisioni drastiche da parte della società lacustre.

Di seguito le dichiarazioni del ds Domenica Fracchiolla, riportate da leccochannelnews.it.

Direttore, una delle pagine più tristi. La squadra sembra non credere nel progetto tecnico.

«Prima di tutto è doveroso chiedere scusa ai tifosi, il primo pensiero va a loro che qui hanno anche una rivalità con il Piacenza. È un momento, all’ottava giornata eravamo morti e siamo resuscitati. In questo momento siamo in down, dobbiamo capire se al nostro interno c’è ancora quello spirito. Altrimenti mancano quattro giorni di mercato, ma nessuno deve scappare da una piazza che merita di vedere la gente lottare».

Nessun nuovo acquisto in campo:

«Le altre squadre hanno fatto anche delle cessioni, noi no e l’inserimento dei nuovi sta arrivando in momento graduale. Parlare di nuovi e vecchi non è corretto, ognuno deve fare autocritica come la stiamo facendo noi».

Il campo ha detto che la squadra non sta seguendo Bonazzoli e Malgrati.

«Il patron ha discusso anche con me, quando si perde in questa maniera siamo tutti in discussione, io in primis. A livello di classifica siamo ancora vivi, dobbiamo capire se tutti hanno lo spirito per tornare a combattere. Il campionato è lunghissimo, bisogna solo capire se c’è questo spirito».

Quanto ci metterete per valutare il cambio in panchina?

«Sta alla proprietà capire se è il momento di cambiare. Lo spirito è diverso dal cambio di allenatore. Già da stasera i giocatori devono capire se hanno dentro».

Quindi il mercato ha inciso nella testa:

«Abbiamo fatto un buon primo tempo, dopo il secondo gol siamo andati in grossa difficoltà. Gli alibi sono finiti, quando ti trovi davanti alla realtà… A gennaio abbiamo fatto tre sconfitte pesanti, tutte le chiacchiere e la “festa” non ci sono più e dobbiamo darci una svegliata. Poco, ma sicuro».

Aggiungerete un difensore?

«Il presidente ha investito, dietro non siamo numericamente a corto. Sulla qualità, invece, è un altro ragionamento. Dobbiamo capire se siamo in grado di fare un ulteriore sforzo. Parlare di mercato è riduttivo, già nella scorsa conferenza si è parlato di nuovi e vecchi ed è sbagliato. Senza campagna acquisti eravamo salvi. E i cori della Curva devono far riflettere tutti per capire quanta cattiveria e fame abbiamo».

Lo spogliatoio è unito?

«Si, perché tutti vogliono dimostrare di rimanere».