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Reggiana, Gondo: “La Fiorentina, il reality e la Serie A. Cinque gol non mi bastano. In casa pochi punti, ma utili per la salvezza. Nazionale? Dipende tutto da me”

Reggiana, Gondo: “La Fiorentina, il reality e la Serie A. Cinque gol non mi bastano. In casa pochi punti, ma utili per la salvezza. Nazionale? Dipende tutto da me”
Gondo
© foto di Ufficio Stampa Reggiana Calcio
sabato 23 marzo 2024, 18:00Le interviste di TB
di Marco Lombardi

La Fiorentina e il reality 'Calciatori - Giovani Speranze', la Serie A solo assaggiata, una salvezza da conquistare e un bottino di reti da rimpinguare: di questo e altro ha parlato Cedric Gondo, attaccante della Reggiana, in esclusiva per TuttoB. 

Ai tempi della Fiorentina eri considerato un enfant prodige: che ricordi hai del reality ‘Calciatori - Giovani Speranze’ andato in onda su Mtv?

“La Fiorentina mi ha accolto quando ero ragazzino, posso solo ringraziare perché mi ha aiutato a crescere. E poi c’è stata la parentesi del reality, che mi ha insegnato tante cose, soprattutto come gestire la pressione e restare coi piedi per terra, perché a 15-16 anni è facile inseguire la ‘fama’. Sono stati bei momenti. Formativi”.

Sei sempre stato un grande attaccante in B, dove hai vinto anche un campionato con la Salernitana: rimpianti per non essere, finora, riuscito a consacrarti in Serie A?

“No, non ho rimpianti perché se non sono riuscito ad impormi nel massimo campionato è per colpa mia. Evidentemente quello che ho dimostrato non è stato abbastanza. Questo, però, è un motivo in più per migliorare: solo attraverso il lavoro potrò arrivare in pianta stabile a quei livelli”.

Finora hai realizzato 5 gol con la maglia granata: soddisfatto del tuo rendimento?

“Ovviamente no. Avrei potuto e dovuto fare meglio. Adesso cercherò di essere più ‘cattivo’ sottoporta e di mettermi maggiormente a disposizione della squadra. Che mi ha dato una grandissima mano in questi momenti, perché non è facile quando un attaccante non trova il gol con continuità. L’importante però è aiutare la squadra: da questo punto di vista, credo di aver sempre fornito il mio contributo”.

Qual è la cura per la 'pareggite' acuta di cui soffre la Reggiana?

“È una domanda a cui francamente non trovo risposta. In casa fatichiamo a vincere, è un dato di fatto, ma non dipende dalla pressione del nostro pubblico. Va così”.

Resta il fatto che è piuttosto singolare il magro bottino casalingo (16 punti sui 37 totali).

“Certo, non sono tanti ma sono comunque punti preziosi per la classifica. Qualora non avessimo raccolto nemmeno quelli, saremmo qui a fasciarci la testa e a parlare di altro… È chiaro che in alcuni casi avremmo potuto raccogliere i tre punti, ma il calcio è questo. Per come la vedo io, ribadisco, sono sempre punti buoni”.

Reggiana a -2 dai playoff e a +5 dai playout: qual è l’obiettivo?

“La salvezza, da conquistare prima possibile: questa è la priorità. Dovesse venire qualcosa di più, sarebbe tutto di guadagnato”.

Come hai festeggiato la vittoria della Coppa d’Africa da parte della Costa d’Avorio? Pensi mai a una possibile chiamata da parte di Emerse Faé, Ct della Nazionale degli ‘Elefanti’?

“Sono nato in Costa d’Avorio e lì sono cresciuto, poi mi sono trasferito in Italia. Però le mie origini sono quelle. Ovviamente è il sogno di tutti giocare in Nazionale. Dipende tutto da me, da quello che farò, perché so di avere le possibilità e le qualità per arrivarci tramite il lavoro”.

Chi vince la classifica marcatori?

“Ci sono tanti attaccanti forti. Avrei puntato su Pedro Mendes, mio ex compagno nella passata stagione ad Ascoli, che era partito bene, ma ultimamente, purtroppo, si è infortunato. Adesso direi Coda o Tutino”.

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