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ESCLUSIVA TB - Romairone: "Forse si ripartirà, ma poi... Riforma della B? Vi dico cosa serve. Ho una gran voglia di rientrare in pista"

16.05.2020 09:00 di Marco Lombardi  
Romairone
© foto di Federico Gaetano

Ai microfoni di TuttoB.com è intervenuto Giancarlo Romairone, ex direttore sportivo tra le altre di Spezia, Carpi e Chievo.

Il Comitato tecnico-scientifico è stato perentorio: basta un solo positivo per far scattare la quarantena di squadra, con annesso stop definitivo del campionato. Ha senso ripartire con questa spada di Damocle puntata sulla testa?

“La premessa, ora, è che tutti dobbiamo riappropriarci della nostra vita per cercare di tornare alla normalità. Detto questo, il mondo del calcio deve fare di tutto per ripartire perché in ballo ci sono interessi economici enormi e atleti professionisti che non possono restare fermi un anno. Certo, alcuni aspetti vanno emendati: dalla responsabilità penale dei medici sportivi al fatto che il contagio di un singolo può bloccare un’intera squadra. Sono impedimenti ostativi alla ripresa. Servono correttivi. Forse si riuscirà a ripartire, ma è probabile che poi non si riesca ugualmente a completare la stagione. Con gravi danni per tutto il sistema. Fermo restando, ovviamente, che la salute è al primo posto”.

Nel caso la cadetteria non dovesse ripartire, andrà pensato un ‘piano B’. Quale potrebbe essere, a suo avviso, il criterio più idoneo per sancire promozioni e retrocessioni?

“Chi può dirlo? Nessuno lo sa. Non sarà una decisione semplice. Ma il governo è venuto incontro alla federazione snellendo i criteri per la giustizia sportiva, premunendosi in caso di ricorsi. Io mi auguro si possa tornare a giocare. Sarebbe un segnale di rinascita sportiva ed economico-finanziaria. Il campo deve tornare ad essere il giudice supremo e insindacabile”.

Qualora, al contrario, si ripartisse, non crede che, dopo mesi di stop, il campionato sarebbe falsato?

“Certo non sarà più come prima. È evidente. La nostra vita sarà diversa finchè il virus non verrà debellato. Quindi occorre tornare ad una normalità ‘relativa’, fatta di distanziamento sociale e scelte responsabili. Va trovata la strada per la fase 2. E non è detto che a settembre/ottobre le cose andranno meglio… Quindi che si fa? Fermiamo il calcio per un anno? Non è pensabile”.  

Recentemente è stata rilanciata la proposta di una riforma della Serie B che contempla due gironi da 20 squadre con divisione fra nord e sud. Che idea si è fatto? Non le pare un 'pateracchio'?

“In questo momento si deve pensare a qualcosa di alternativo. Che può essere modificare la legge Melandri, rivedere i sussidi economici per le società e/o riconsiderare l’impalcatura dei tornei. Chissà, paradossalmente potrebbe essere proprio questo il momento giusto per una riforma complessiva dei campionati…”.

L’Assemblea di Lega Pro, intanto, ha deliberato di proporre al Consiglio Federale lo stop definitivo del campionato con contestuale promozione in B di Monza, Vicenza e Reggina, nonché di utilizzare il criterio della ‘media punti’ per decretare la quarta promozione. Una proposta, quest’ultima, che ha spaccato la Serie C, ma sulla quale Ghirelli non transige. 

“È una valutazione dell’Uefa fatta propria, peraltro, dalla federazione francese. Esiste questo precedente. E comunque c’è stata un’assemblea che ha votato democraticamente. Poi sarà compito del Consiglio Federale fissare la linea. Chiaro che, nell’ipotesi in cui non si dovesse tornare a giocare, ci saranno degli scontenti. Ad ogni modo, per la C la priorità resta la defiscalizzazione: è tempo di affrontare questa tematica”.

Cambiamo argomento. Radio mercato accosta Romairone a diversi club di A e B. Qualcosa bolle in pentola?

“Mi auguro di tornare in pista quanto prima perché ho una gran voglia di rientrare. Ho dovuto interrompere il mio rapporto con il Chievo nonostante non fosse in preventivo e malgrado l’ottimo rapporto con il presidente Campedelli. Sono ancora sotto contratto, ma spero di ripartire presto. E mi sto preparando per farmi trovare pronto. Quanto agli accostamenti, fanno piacere perché significa che il mio lavoro è stato apprezzato”.

Un giocatore di B sul quale si sentirebbe di puntare?

“Non voglio fare assist – ride, ndr –. Ho seguito molti campionati: la A, la B e anche all’estero. E devo ammettere che in cadetteria diverse squadre hanno proposto qualcosa di interessante… Ma tengo tutto gelosamente custodito nel mio computer, per utilizzarlo al momento opportuno”.     

 



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