Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveMobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

Vicenza, senti Pablito: "Sono con te"

Vicenza, senti Pablito: "Sono con te" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
giovedì 13 settembre 2012, 09:58Le interviste

Dire a parole che si è legati a qualcuno è facile, dimostrarlo coi fatti e nel tempo è altra cosa. Ecco, Paolo Rossi il suo attaccamento profondo per Vicenza lo dimostra sempre, ogni volta che ci si parla assieme si capisce che la città e i colori biancorossi gli sono rimasti davvero dentro.

Per Rossi Vicenza è...

«Devo tutto a Vicenza, lì ho iniziato la mia carriera grazie anche all'ambiente giusto che ho trovato». Chiedergli di parlare di calcio è facile, chiedergli di parlare del suo Vicenza ancora di più.

Nella sua carriera ha vestito pure la maglia del Verona, anzi è stato il suo ultimo anno da professionista e sabato al Menti si gioca proprio il derby: come lo vive?

Lui sorride e poi con estrema sincerità spiega: «Ma sono due cose completamente diverse: Vicenza è stata il momento clou della mia vita, lì sono diventato calciatore professionista nel vero senso della parola e questo perchè ho trovato tutte le componenti giuste dentro e fuori dal campo, non per nulla ci ho abitato per 30 anni, per me insomma sono la mia città e la mia società di riferimento, davvero non riesco ad averne altre».

Eppure poi ha vestito la maglia di club importanti e titolati. «Lo so, ma se uno mi dice pensa ad una città, ad una società di calcio, a me viene spontaneo pensare prima di tutto a Vicenza, perchè, a parte la Juventus, dove ero stato anche da giovane e poi ho giocato 4 anni, gli altri club sono stati dei “passaggi”».

Ha vestito la maglia del Verona...

«Ultimo anno della mia carriera, anzi nemmeno lo terminai, ricordo che a marzo non ce la facevo più, il dolore era continuo, insomma dissi basta, però fui accolto benissimo e ne ho un buon ricordo».

Col Vicenza ha disputato più di qualche derby col Verona.

«Eh sì, ma sono stati quasi sempre pareggi, anzi mi pare che proprio il mio debutto in serie A fu contro il Verona e finì 0-0; ricordo pure una vittoria per 1-0, mi pare nella stagione '77-'78, grazie ad un gol di testa di Prestanti...incredibile!».

Come viveva questa gara?

«I tifosi la sentivano anche allora tantissimo, ma io, se devo essere sincero, non ho mai vissuto la rivalità con l'avversario, per me la cosa importante era fare bene come sempre. Poi i derby nel vero senso della parola, a mio avviso, sono quelli che mettono di fronte due squadre della stessa città, ad esempio Juventus e Torino, allora sì scatta qualcosa di diverso, ma perchè ti rendi conto che la gente si divide in due, che ti chiede da che parte stai e magari abiti nella stessa via e vai allo stesso ristorante».

Chiudiamo con i ricordi, facciamo un'analisi tecnica delle due squadre oggi?

«Intanto bisogna ammettere che le ambizioni, almeno oggi, sono diverse, il Verona ha sfiorato la promozione, il Vicenza sul campo era retrocesso, loro hanno una squadra attrezzata per riprovarci ed hanno l'esperienza della passata stagione, il Vicenza è stato quasi ricostruito e deve ripartire».

Tutte e due le squadre comunque sono votate all'attacco.

«Il Verona ha gente di spessore come Bojinov, giocatore di categoria superiore, e poi Cacia, a me piace anche Gomez, però, e lo dico da attaccante, è sì importante avere giocatori bravi davanti ma la cosa davvero fondamentale è riuscire a costruire una squadra solida nel suo complesso e il Verona lo è».

Un giudizio su Mandorlini?

«Lo conosco, è bravo, a me piace come fa giocare le sue squadre, è un po' matto, ma ci sta, ha grande temperamento e credo che Verona sia l'ambiente giusto per lui».

Un punto debole delle due squadre?

«Mah... ho appena detto che il Verona è solido, forse prende qualche gol di troppo, ma se poi ne segna sempre uno in più va bene lo stesso».

E il Vicenza? «Ha cambiato tanto, però ha preso giocatori di categoria e di esperienza e questo è importante perchè la serie B è un campionato complesso, insomma per me rispetto all'anno scorso c'è più qualità e affidabilità».

E del tecnico Breda che ci dice?

«Non lo conosco e dunque sarebbe assurdo dare giudizi, ho visto solo qualche spezzone di partita del Vicenza e l'impressione è stata buona, si vede che punta anche lui sull'attacco, meglio così perchè è ovvio che ne risulta un calcio più spettacolare».

Dunque lei quest'anno è più ottimista?

«Diciamo che si può essere indotti ad esserlo, però è troppo presto e dunque oggi è meglio restare con i piedi per terra, poi se strada facendo si apriranno altre mete si potrà iniziare a sognare».

Parliamo dei tifosi biancorossi, nonostante lo scorso campionato di sofferenza hanno già superato la quota abbonamenti dell'anno scorso.

«Non ne sono affatto stupito e poi per me la squadra del cuore non si abbandona mai nel momento di difficoltà, anzi è lì che si vede chi ci tiene davvero, poi io conosco bene i vicentini e per loro il calcio è tradizione, è storia, non è solo una gara, non è solo un momento di euforia, il Vicenza è la loro squadra, ma davvero perchè ce l'hanno dentro».

Ma lei sabato per chi tiferà?

«Ufficialmente dovrei essere neutrale, ma dentro di me se devo sperare che una squadra faccia meglio non ho dubbi: spero sia il Vicenza!».   

Fonte giornale di vicenza

Altre notizie Le interviste