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Vicenza, Martinelli: " Difesa a 3 o a 4? L'importante è la mentalità giusta"

Vicenza, Martinelli: " Difesa a 3 o a 4? L'importante è la mentalità giusta" TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Cristiana Serangeli
lunedì 22 ottobre 2012, 14:20Le interviste

Forti con i forti e deboli con i deboli? Se vogliamo, dietro un po' la raccontano così. Dove per “dietro” si intende in difesa. Curiosamente, infatti, la tutt'altro che imperforabile retroguardia del Vicenza in questo campionato non ha subito gol solo in due circostanze: con il Sassuolo (che resta una big a dispetto della caduta di Cittadella) e con la Ternana (che prima dello 0-0 con i biancorossi veniva da una serie utile fatta di due pareggi e quattro vittorie). E allora come la mettiamo? Servono avversari lanciati, s'è trovata finalmente la quadra (con il 4-3-3) o più semplicemente il Vicenza è sceso in campo con la necessaria concentrazione? Giriamo la questione a Daniele Martinelli, che pragmaticamente pensa prima di tutto al risultato. «Era importante – dice il capitano – interrompere la serie negativa. Tra l'altro l'abbiamo fatto in un contesto tutt'altro che facile, perchè i nostri avversari erano in salute e noi siamo stati bravi a interpretare la partita nel modo giusto». Cos'è cambiato rispetto ai match con Bari e Padova? «L'approccio alla gara: stavolta abbiamo cercato con convinzione di fare possesso palla. È stato ritrovato lo spirito giusto e così siamo scesi in campo in maniera diversa: un po' di occasioni le abbiamo create noi, un po' le hanno avute loro. E alla fine penso proprio che il pareggio sia il risultato più giusto». A Terni è cambiato il modulo, in difesa eravate in quattro. Quanto può aver pesato il diverso assetto della retroguardia sul fatto di non aver subito gol? «Io al riguardo ho un'idea ben precisa: il modulo ti può aiutare, ma se non entri in campo con la mentalità giusta non c'è disposizione tattica che ti salvi. E noi a Terni abbiamo capito come dovevamo affrontare i nostri avversari». E cioè? «Con la consapevolezza che puoi perdere o vincere, ma non sbagliare atteggiamento. Ed è andata così. Siamo stati in campo con la giusta intensità e i risultati si sono visti. Tra l'altro non era facilissimo giocare con quel caldo. È la seconda volta che ci capita in questo periodo, la prima era stata a Bari. In entrambi i casi abbiamo preparato la gara... con la felpa e poi le temperature si sono alzate». Porta inviolata, bravi i difensori. O no? «Bravi tutti, se non abbiamo subito gol il merito è dell'intera squadra, a cominciare dagli esterni che si sono sacrificati in fase di ripiegamento. Nessuno si è risparmiato, dobbiamo continuare con questo atteggiamento».

La Ternana tra l'altro era ben lanciata... «Sapevamo che ci attendeva un avversario non facile da affrontare, ma ci siamo fatti valere, gestendo bene sia la fase di possesso palla che quella di non possesso». Meglio con la difesa a tre o a quattro? «Non voglio entrare in questi discorsi. E comunque ribadisco che la mentalità conto molto più del modulo». Allora diciamo così: se Martinelli allenasse... Martinelli lo metterebbe in una difesa a tre o a quattro? «Non alleno, quindi... la questione non si pone. Preferisco pensare al punto importante che abbiamo conquistato con la Ternana». A proposito di Ternana: sono passati anni, ma lei comunque è un ex. «Vero, sono stato in rossoverde un anno e mi sono trovato bene; la piazza è importante e ho costruito delle amicizie solide». E in campo? «Non è stata un'annata facilissima, anche perchè abbiamo perso i derby col Perugia». Tutti e due? «Peggio, tre. Abbiamo perso pure in Coppa... ». Mica bene se si considera che quest'anno sono già andati i derby con Padova e Verona... «Beh – replica Martinelli con un sorriso – vincevo quelli nel campionato Primavera con la Juve... ». Torniamo al presente. Sabato arriverà il Crotone. Che partita sarà? «Proveremo a vincere, ma con lucidità. Non è che si debba andare subito sul 3-0, serviranno attenzione e pazienza, anche perché di fronte ci troveremo una squadra con individualità di valore».  

Fonte Il Giornale di Vicenza

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