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Vicenza, l'arbitraggio fa rimpiangere 4 punti

Vicenza, l'arbitraggio fa rimpiangere 4 punti TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Cristiana Serangeli
martedì 11 dicembre 2012, 12:00Le interviste

Non può e non dev'essere un alibi. Se sul 3-1 il Vicenza non è stato capace di portare a casa la vittoria contro il Livorno non è solo perché sul 3-3 i biancorossi si sono visti negare un rigore solare per un fallo su Giacomelli. La colpa è anche dei ragazzi di Breda, tanto bravi a costruire su azione tre gol quanto maldestri nel difenderli dalla reazione della squadra che ha l'attacco migliore della B, alla quale però è stato fatto qualche indebito omaggio. Per esempio: non si doveva lasciar tirare tre volte Paulinho e Belingheri sulla punizione che ha originato il 3-2 e sull'azione del 3-3 al liscio di Camisa che ha mandato fuori tempo Brighenti s'è aggiunta la scarsa reattività di Pinsoglio che avrebbe dovuto coprire meglio il tiro di Paulinho. Ecco perché la direzione, pessima, dell'arbitro Palazzino, non può e non dev'essere un alibi alla vittoria svanita nella partita contro il Livorno. Detto ciò, per non giustificare errori che si ripetono con troppa frequenza, va anche detto che sono ormai più di uno gli episodi che hanno penalizzato il Vicenza, riconducibili a discusse decisioni arbitrali. E che poi, come si dice in questi casi, la bilancia torni in equilibrio a lungo andare resta una teoria tutta da dimostrare. Per il momento rimane il fatto che i biancorossi ci hanno rimesso.

PALAZZINO. È fresca di ieri la designazione proprio di Gennaro Palazzino, l'arbitro di Vicenza-Livorno, per gli ultimi 8 minuti che Cittadella e Verona giocheranno domani per completare la partita che era stata sospesa per nebbia sul risultato di 1-0 a favore della squadra padovana. Palazzino è un nome che i tifosi biancorossi hanno cominciato a conoscere dal derby per eccellenza, perso 2-3 al Menti proprio con la direzione del “fischietto” di Ciampino e anche in quel caso non senza coda polemica.

FUORIGIOCO. Tra gli episodi che il Vicenza ha raccolto in una sorta di dossier delle partite condizionate da decisioni arbitrali sfavorevoli, c'è il terzo gol del Verona. Sul 2-2, maturato dopo una partita ricca di sorprese e capovolgimenti di scena, la rete decisiva di Maietta, nata da un calcio di punizione, venne segnata in fuorigioco.  Ma né Palazzino, peraltro piazzato in una posizione da cui non era semplice rilevare l'offside, né il suo assistente, sicuramente più colpevole, si accorsero della posizione irregolare di Maietta. La concessione del gol al Verona ha di fatto privato il Vicenza di un punto, che fra l'altro sul campo aveva dimostrato di meritare, giocando alla pari con i più attrezzati rivali.

GOL FANTASMA. Sulla classifica pesa però molto di più il punto volato via nella partita persa in casa dai biancorossi contro il Lanciano, un diretto rivale nella corsa alla salvezza. In quella partita, persa dal Vicenza 0-1, l'arbitro Diego Roca (e anche in questo caso uno dei suoi assistenti) non si accorsero che il pallone toccato da Gavazzi aveva oltrepassato la linea di porta e quindi il gol non fu concesso. Le immagini dimostrarono che si trattava di una rete valida e sarebbe stata quella dell'1-1: un punto in più al Vicenza e due in meno al Lanciano significherebbero oggi un margine di 6 punti e non di 3 fra biancorossi e abruzzesi e fa una bella differenza tra due concorrenti allo stesso obiettivo, la salvezza. ESPULSIONE. Nel libro nero degli arbitraggi che hanno penalizzato il Vicenza entra anche la direzione di Gianluca Manganiello ad Ascoli. In un'altra gara molto delicata, scontro diretto anche questo, il Vicenza si ritrovò in dieci uomini dopo appena 21 minuti per il rosso diretto affibbiato a Martinelli per un intervento che a nessuno era sembrato meritevole di tanta severità, punibile con l'ammonizione certo, ma non passibile di espulsione. La partita finì 0-0, ma la decisione di Roca obbligò Breda a rivedere assetto e strategie di gioco, di fatto condannando il Vicenza a giocare solo per difendere il pareggio senza poter provare a vincere come avrebbe potuto in parità numerica e non in inferiorità per oltre un'ora di gara.

TOLLERANZA. Il Vicenza più di recente si è lamentato anche della direzione di Riccardo Pinzani nella gara persa a Vercelli 2-1.  Ora, vista la prestazione del tutto negativa dei biancorossi, è chiaro che la sconfitta è stata determinata dalla mancanza del giusto approccio alla partita e non dall'arbitraggio, che peraltro in quel caso non è stato al centro di recriminazioni per un episodio specifico. E tuttavia la tolleranza eccessiva da parte dell'arbitro nei confronti delle rudezze degli avversari, sconfinate spesso nel fallo sistematico, ha di fatto penalizzato la possibilità di esprimersi dei migliori tra i biancorossi sul piano delle qualità tecnica.

RIGORE. La ciliegina che avrebbe procurato al presidente Masolo un'altra espulsione se fosse stato in campo e non in tribuna proprio perché squalificato, è stato il rigore non concesso da Gennaro Palazzino sul 3-3 della sfida di sabato al Menti con il Livorno. Giacomelli, sgusciato via a Emerson, è stato affossato in area (con tanto di manata in viso) dal difensore del Livorno ma anziché vedersi fischiare il rigore a favore è stato castigato con il cartellino giallo per presunta simulazione. E non è stato l'unico episodio sul quale a fine gara ha recriminato il Vicenza. Poco prima del penalty non concesso c'è stata un'azione in contropiede, protagonista lo stesso Giacomelli, fermata fallosamente ancora da Emerson in probabile posizione da ultimo uomo: in questo caso potevano starci punizione ed espulsione del difensore del Livorno, ma Palazzino ugualmente ha sorvolato. Buone opportunità entrambe per segnare quel quarto gol che avrebbe consentito al Vicenza di vincere e sono quindi altri 2 punti volati via.  La tattica del piagnisteo, va riconosciuto, non è nel Dna del Vicenza: il presidente Masolo s'arrabbia di brutto ma ha anche detto spesso che di certi risultati negativi non si deve certo far colpa all'arbitraggio. Fatto sta che sicuramente in alcune partite il risultato del Vicenza è stato condizionato in modo negativo da alcune scelte arbitrali sbagliate ed è quindi comprensibile l'arrabbiatura. Soprattutto se non è la prima volta che capita: anche per questo il rigore non dato a Giacomelli con il Livorno ha fatto traboccare il vaso in casa biancorossa.

Fonte Il Giornale di Vicenza

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