Reggina, Di Michele: "La tripletta è per la mia famiglia"
Ritorno alla vittoria. E la gioia della tripletta. "Questa volta, al contrario di quanto accaduto quando ero a Udine, il pallone me lo sono portato a casa. Una cosa nuova. Una bella cosa", David Di Michele festeggia e dopo aver trascinato la Reggina al successo per 3-0 sul campo dell'Ascoli racconta le sue sensazioni a TuttoMercatoWeb.
A chi l'ha dedicata?
"Alla mia famiglia e in particolar modo a me stesso".
Glielo hanno già detto che ha risolto la partita da solo?
"Qualcuno me lo ha detto, ma io rispondo che i miei compagni mi hanno messo nelle condizioni di fare bene. Non esiste il giocatore che risolve le partite da solo. Ce n'è soltanto uno e gioca nel Barcellona".
Quanti messaggi di complimenti ha ricevuto?
"Tanti. Me ne sono arrivati anche da Lecce, non so se ho risposto a tutti. Dovrò rivederli tutti".
Da Dionigi a Pillon e la Reggina torna a vincere: che è successo?
"Quando si cambia allenatore subentrando delle responsabilità da parte dei giocatori, ci si guarda dentro e si fa un esame di coscienza. Ci siamo chiesti dove dovevamo migliorare e ad Ascoli abbiamo reagito tutti. Ma dispiace per Dionigi, perché a lui eravamo legati. Ora dobbiamo giocarle tutte come martedì".
In serie B quest'anno tanti cambi di panchina.
"C'è la paura di retrocedere. Vedi che la squadra non riesce a svoltare e così provi a dare una sterzata. Purtroppo paga l'allenatore. E per quanto riguarda noi, credo che il cambio sia dispiaciuto anche alla società per quello che Dionigi ha dato sia da giocatore che da allenatore"
Leader, trascinatore e goleador con qualità superiori alla media. Vista la classifica della Reggina, ha mai pensato "ma chi me lo ha fatto fare"?
"No, dico la verità. Quando ha chiamato la Reggina ho accettato subito, perché c'è un legame forte con la società e con l'ambiente. Un legame che va oltre la classifica. Anzi, è una sfida per salvarci il prima possibile e andare sul carro dei vincitori tutti insieme"
Ely e Comi: i gioielli del Milan, pronti per la A?
"Devono fare ancora un po' di esperienza. Un campionato non ti proietta nel grande calcio. Devono crescere mentalmente, sono giovani e gli serve capire la mentalità per giocare a calcio. Anche se per certi aspetti ce l'hanno".


