Modena, viaggio dentro la crisi gialloblù
Si è fatta pesante la situazione in casa Modena e non c’è naturalmente da stupirsi. Dopo un girone di ritorno iniziato con tre sconfitte consecutive, sette gol presi e due soli realizzati, si può parlare di momento nero, crisi, periodaccio: proprio ora cerchiamo di andare ad analizzare ciò che non funziona e quello invece cui ci si deve aggrappare dopo queste tre batoste consecutive.
Cosa non va? Il gioco
Lo ripetiamo ormai da tante settimane, anche quando i gialli vincevano all’ultimo minuto con i gol di Ardemagni (vedi Juve Stabia o Novara, solo per citare due esempi): questa è una squadra che si appoggia troppo sulle giocate dei singoli. Col passare delle settimane e delle gare tutti ci siamo accorti quanto Lazarevic e lo stesso Arde fossero i due soli terminali offensivi di una squadra che fondamentalmente non ha mai espresso un gran gioco corale. Ricordiamo le scorpacciate di reti contro Cesena e Cittadella: forse solo in quei due match si è vista la squadra giocare palla a terra e mettere davvero alle corde l’avve rsario con il fraseggio. Per il resto gli acuti sono arrivati sempre dagli stessi due giocatori, sorretti da una difesa che fino alla gara con il Verona avevamo giustamente applaudito e ad un centrocampo che, tolto Moretti, ha più portatori d’acqua che elementi tecnici. Nelle ultime tre gare i gialli, oltre a trovare pochissime volte il tiro a rete, si sono anche fatti infilare in modo continuo: un dato preoccupante, soprattutto pensando al fatto che ormai il mercato è finito, che Gulan ahinoi non torna quello che la Fiorentina ha pagato tre milioni, che Minarini ha 18 anni e che Perna non è certo un fluidificante.
Cosa va? Lo spogliatoio
Caliendo prova a svegliare la squadra, senza citare i nomi dei giocatori cui dirà qualcosa anche in privato e difende il mister, anche perché quello è ciò che deve fare una società di calcio: fare squadra, anche e soprattutto nei momenti difficili, o sarebbe meglio avere un atteggiamento alla Sabatini in stile “Zeman rimane, ma forse lo cacciamo?”. Quella con la Reggina sarà una gara chiave anche per Marcolin, che, al pari dei suoi dirigenti, ha sempre difeso i giocatori senza perdere la testa. Il momento no è evidente, ma non scordiamoci che i gialli sono ancora a due punti dai playoff. Rispetto agli anni passati, il Modena nello spogliatoio non è diviso in clan o sottogruppi: è uno dei fattori che quest'anno rendono i gialli più forti. Aspettando sempre la prova del campo.


