Modena, il preparatore atletico Scotti: " Il Modena corre e lo farà fino alla fine"
E’ Ruben Scotti l’uomo incaricato di occuparsi della preparazione atletica del Modena; il “professore” è stato scelto da Marcolin in estate come preparatore atletico nel suo staff dopo che i due avevano lavorato insieme al Monza nel 2008. Scotti, che è alla prima esperienza lontano dalla Brianza, ha ritrovato un Marcolin un po’ diverso: «E’ maturato molto; dopo quella stagione il mister ha vissuto esperienze importanti al fianco di grandi allenatori e tutte in squadre blasonate che lo hanno sicuramente aiutato a crescere, arricchendone il bagaglio di conoscenze». Ora la strade di Marcolin e Scotti si sono ricongiunte all’ombra della Ghirlandina, in una stagione che per il Modena è iniziata nel migliore dei modi. Nel calcio per vincere è necessario correre e per adesso i canarini lo stanno facendo bene, grazie ad una condizione che nelle ultime due settimane è parsa crescere a vista d’occhio.
Scotti, come sta il Modena?
«Non amo utilizzare percentuali, però posso dire che sul campo si stanno vedendo i frutti della fatica che giorno dopo giorno i ragazzi provano in allenamento. Lavoriamo in ogni seduta con grandissima intensità, non ci sono segreti particolari: si raccoglie ciò che si semina».
Come ha impostato la preparazione della squadra?
«L’obiettivo è sempre stato quello di vedere risultati a breve-medio termine».
Con la lunga sosta invernale che ci sarà a gennaio, non è cambiato nulla nel suo lavoro?
«No, nella preparazione estiva no. Quel periodo senza impegni ufficiali sarà utile soprattutto per quanto riguarda il recupero degli sforzi della prima parte di stagione. Poi faremo anche qualche carico di lavoro, ma nulla di così importante. Non sarà una seconda preparazione, ma un’integrazione di ciò che è stato fatto nel precedente periodo della stagione».
Come ha gestito i calciatori che sono arrivati nel mercato estivo a metà e fine agosto?
«Ci sono state differenze tra coloro che stavano già lavorando con un’altra squadra e quelli che magari si allenavano da soli a casa: non è stato semplice portare tutti sullo stesso livello, ma con la disponibilità dei calciatori a lavorare prima e dopo le sedute ce l’abbiamo fatta. Anche se chi ha svolto l’intero ritiro con noi potrà godere di maggiori benefici, soprattutto nel recupero della fatica».
Si attende periodi della stagione con un calo della condizione?
«No, l’obiettivo è sempre quello di mantenere il gruppo ad un livello di condizione alto. Potrebbero esserci solo oscillazioni dello stato di forma dei singoli, ma non dell’intera rosa».
Quali sono gli atleti migliori della rosa?
«Lazarevic, Osuji e Nardini hanno sicuramente qualcosa in più degli altri. Il più veloce sui 100? Senza ombra di dubbio lo sloveno».
Qual è la squadra che l’ha impressionata di più dal punto di vista atletico?
«Tra tutte quelle che abbiamo affrontato credo che la Ternana avesse qualcosa in più: hanno mantenuto una intensità altissima per tutti i novanta minuti».


