Modena, Casari:"E' una rivincita"
Invitare Roberto Casari a parlare del positivo inizio di campionato del Modena di Marcolin, genera nel patron di Cpl uno sdoppiamento della personalità. Così, se da un lato prende le distanze attribuendo i meriti a chi questa squadra l'ha costruita, dall'altro Casari non riesce a non sentire proprio questo Modena nel quale una sua impronta c'è, eccome. Ed è forse proprio per questo che la parola rivincita è la prima che gli esce naturale dopo la vittoria di Gubbio con la Ternana. «Nel corso dell'estate, preoccupazioni e scetticismo avevano accompagnato ogni movimento intorno al Modena – ha spiegato Casari – ebbene, i risultati di questo avvio di campionato sono una clamorosa smentita per coloro che non avevano avuto il coraggio di dare credito alla nuova società».
Lei si aspettava questa partenza lanciata?
«Da subito avevo avuto un'ottima impressione dello staff tecnico gestito da Marcolin e Pancaro; e ancor prima del gruppo dirigenziale che lo aveva scelto e cioè Secco e Cannella».
Non ha menzionato Caliendo: solo una dimenticanza?
«Lui è un supervisore, il regista di questo gruppo di lavoro al quale è giusto lasciare autonomia e tempo per sviluppare il programma».
Tornando alla partita di Gubbio, che indicazioni ne ha tratto?
«Dal punto di vista del gioco avevo apprezzato molto di più il Modena visto contro il Verona. Ma la Ternana era avversario del tutto differente e questo ha indotto la squadra ad affidarsi anche ad altre armi. Penso che questa vittoria sia stata il frutto di carattere e cinismo che in serie B sono qualità decisive».
Commini non c'era. In molti lo vorrebbero vedere più coinvolto. Lei che ne pensa?
«Le garantisco che ha un grande trasporto per il Modena. Purtroppo sabato sera è stato bloccato da un impegno di famiglia a Torino. Era molto dispiaciuto di non poter restare vicino alla squadra, ma dopo la partita ci siamo sentiti, ha potuto parlare anche con Caliendo e ci ha trasmesso tutto il suo entusiasmo per questa vittoria».
Il mercato si è chiuso con altri due colpi: Moretti e Osuji. I conti tornano? Davvero questa squadra è costata meno di quella della scorsa stagione?
«I conti non li guardo più come prima – ha spiegato Casari – il mio ruolo è quello di sponsor e contribuisco a questa squadra con un tetto di spesa preciso fissato in circa 2 milioni. Detto questo, penso che Caliendo e il suo gruppo di lavoro abbiano fatto una scelta oculata e coraggiosa, spostando i costi da parametri fissi a variabili, introducendo molti premi ad obiettivo. Se ci sono risultati, meglio per tutti. Giusto un dato comunque: dal mercato sono arrivati 14 giocatori che, tutti insieme, costano meno dei sette che erano rimasti al termine del passato campionato».
A fine ottobre è previsto il primo passaggio di mano di un pacchetto di quote.
«Questo è proprio l'ultimo dei miei pensieri. Non sono minimamente preoccupato. Commini ha fatto tutto ciò che doveva e non mancherà di onorare gli impegni presi».


