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Modena, Brighenti: "Io, Prandelli, Wembley e la beffa col Varese"

Modena, Brighenti: "Io, Prandelli, Wembley e la beffa col Varese" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
martedì 11 settembre 2012, 14:45Le interviste

Intervistare Sergio Brighenti è sempre un piacere, perché il presidente onorario del Modena è un uomo che da una vita vive di calcio e nel calcio; conserva il ricordo di aneddoti e retroscena che non ti aspetti come quello riguardante Prandelli. Brighenti, oggi arriva la Nazionale a Modena. «Non posso mancare, anche perché devo salutare ed abbracciare Cesare Prandelli e forse mi deve anche dire grazie». Per quale motivo? «Beh, quando gli venne proposta la panchina della nazionale azzurra parlammo a lungo tra noi perché lui aveva dei dubbi. Non sapeva se accettare o meno perché non voleva spostarsi da Firenze dove vive tuttora la sua famiglia, fui io a convincerlo a cogliere l’occasione e devo dire che è stata una scelta felice per lui». In effetti l’Italia di Prandelli ci sta dando delle soddisfazioni. «Cesare è uomo posato, paziente e saggio. Essere un ct è diverso dal ruolo di allenatore di una squadra normale. Nelle nazionali arrivano giocatori da club diversi e si deve cercare di essere un buon mediatore». Chi è stato il migliore ct dell’Italia? «Io ho fatto l’assistente di Bernardini, di Bearzot, di Vicini, tutti bravi, ma il migliore di sicuro è stato Bearzot. Bernardini era troppo nervoso. Uno dei ricordi più belli, però, è legato al Mondiale del ’90 con Vicini: Baggio, Schillaci e tanti campioni che erano arrivati dall’Under 21 alla nazionale maggiore. Li considero tutti come dei figli, mi hanno dato tante soddisfazioni».

Rivedere l’Italia la porta con la mente a Wembley. «E come dimenticare il primo pareggio dell’Italia a Londra con il mio gol. Nessun italiano aveva segnato in quello stadio. Quando penso a quegli anni ho solo un rimpianto». Quale? «Allora giocavamo 3-4 partite all’anno con l’Italia e sempre contro squadroni come Argentina, Spagna, Ungheria, mentre adesso ci sono 10 partite all’anno e anche contro nazionali poco quotate: avrei potuto segnare tanti gol in azzurro e collezionare molte più presenze». Venendo al Modena, come vede i canarini? «Non dormo da tre notti dopo la partita di sabato persa col Varese. L’arbitraggio è stato scandaloso. Non solo il rigore è stato inventato, ma l’espulsione è ridicola. In più riusciamo a pareggiare giocando in 10 e a quel punto ti aspetti che l’arbitro cerchi di portare il risultato di 1-1 verso la fine ed invece un gol a dieci secondi dalla fine ti taglia le gambe. Ricordo che quando una città ospitava la nazionale a breve distanza riceveva almeno un arbitraggio casalingo, oggi addirittura avviene il contrario». La squadra di Marcolin dove può arrivare? «Fin dai primi giorni di ritiro ho visto incredibili progressi, tanto che mi ero esposto per un premio playoff. L’unico neo è che a volte il gioco è troppo lento a centrocampo e quindi gli attaccanti si ritrovano ben marcati dalle difese avversarie».

Fonte Giovanni Balugani per La Gazzetta di Modena/tuttomodena

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