Juve Stabia, Braglia: "Chi collabora con me non deve invadere il campo"
Voglio una squadra che se la giochi sino in fondo mettendo in campo determinazione e rabbia, non conta chi ci sia dall’altra parte anche se di loro temo più Croce che Maccarone e Tavano - esordisce Braglia in conferenza stampa pre match contro l'Empoli -. Va invertita la rotta, della prima parte della stagione non salvo niente, a partire dal sottoscritto. Per un periodo non mi sono piaciuto neanche io, ma dobbiamo uscirne insieme. La squadra mi gioca contro? I fatti dicono il contrario: avrebbero preso quattro palloni a Padova e sarei già a casa a coltivare il giardino". Il tecnico della Juve Stabia, al rientro dalla squalifica, sa benissimo che è vietato sbagliare ma allo stesso tempo precisa: "Sinora ho visto ben poco del mio tipo di calcio, ho cercato la quadratura del cerchio ma in campo ci allunghiamo troppo e siamo senza cattiveria.
Dobbiamo dare il massimo per restare attaccati al carro salvezza, voglio lasciare la Juve Stabia dove l’abbiamo portata tre anni fa". Conclude il suo intervento con una frecciata: "Dopo l’addio di De Filippis il preparatore è Capistrano e chi è venuto dopo deve collaborare senza invasioni di campo. Improta in panchina con me? Non faccio io la lista, è un uomo di calcio che può esserci utile e se vuole stare zitto al mio fianco il problema è suo". Così come riportato sulle colonne de "La Gazzetta dello Sport".


