Il Brescia nel "nuovo" Rigamonti per tornare alle vecchie abitudini
Le previsioni meteo danno pioggia al mattino e sole al pomeriggio. Se si riveleranno esatte, che festa sia per i tifosi nella nuova curva nord. Il pallone, in questo caso, lo deve portare il Brescia con una bella vittoria sulla Pro Vercelli. Sarebbe un tornare alle abitudini di sempre. In casa finora il ruolino è da grande squadra: 3 vittorie e un pareggio. Battere la Pro Vercelli non è solo una questione di prestigio, non sarebbe solo il giusto battesimo per un settore che i tifosi della Nord attendevano da secoli: «Spero che la nuova curva sia esaurita - premette Alessandro Calori -. Così vicina al campo è bella, se sarà piena è un valore aggiunto. È un evento straordinario, che merita l'epilogo migliore e per questo tocca a noi». MAGARI LA BENEDIZIONE avrebbe meritato il chiaro della luce e non il buio di una giornata già buia di suo. Magari sarebbe stato opportuno farla prima della partita, davanti al pubblico, che avrebbe senz'altro gradito, e magari qualcuno in più sarebbe venuto, vista la «sacralità» dell'evento. Il presidente Corioni non c'era ieri, addirittura è arrivato quanto tutto era finito, e non ci sarebbe stato nemmeno oggi. Si sa quanto al numero uno di via Bazoli non piaccia il nuovo settore, («soldi buttati via»), e il pensiero corre alla costruzione del nuovo stadio che, con questa operazione, diventa una possibilità ancora più remota. Al di là di tutto, si capisce benissimo la contentezza dei tifosi, che la partita dalla Nord adesso la vedranno benissimo.
Ma conta soprattutto che il Brescia interrompa la mini serie negativa dopo le due trasferte di Novara e Bari (un punto solo): «Piano piano dobbiamo fare della vittoria un'abitudine - dice Calori - per arrivare a quei traguardi che nessuno ci ha chiesto». Il messaggio è chiaro: l'allenatore in questa squadra crede e dopo i complimenti di Corioni («Fanno piacere, ma l'importante è che li faccia alla fine ai ragazzi», il commento), è ancora più legittimato a crederci: «Dobbiamo diventare bravi in fase di non possesso a trovare l'equilibrio, continuando a creare gioco come abbiamo fatto finora». LA TENTAZIONE della formula 2 +1 (due punte + il trequartista) sembra scongiurata: «Saba non ha ancora i 90 minuti nelle gambe - spiega Calori -. Deve essere la catapulta per gli attaccanti, ma dobbiamo trovare i tempi e i modi perchè la squadra abbia i giusti equilibri per sopportare la cosa. Il 3-4-1-2? A dire il vero, m'è balenata in testa l'idea di cominciare così domani, ma poi ho convenuto che era meglio di no. Anche se a partita in corso, può darsi che lo faccia...». La speranza è che non ce ne sia bisogno, che il Brescia con il 3-5-2 abbia la forza sufficiente per piegare la Pro Vercelli. La novità, peraltro annunciata dal tecnico, è il ritorno di Corvia al posto di Saba: «Spero che Corvia abbia preso male la panchina di Bari, è un giocatore su cui conto molto». Blindata la difesa (il trio De Maio-Salamon-Stovini davanti ad Arcari), sicuro il duo d'attacco (Corvia-Andrea Caracciolo), a centrocampo non ci sono dubbi per Zambelli e Daprelà laterali, per Budel in regia e per Lasik, che sarà uno degli interni; per l'altro posto in ballottaggio Scaglia e Martina Rini. L'importante è che la partita prenda una buona piega. Anzi, una buona curva.


