Iaconi torna a parlare:"Brescia in sicurezza, l'anno prossimo si parte da zero"
Brescia. E dopo tanti mesi di silenzio, ecco la voce di Andrea Iaconi. Il Direttore Sportivo, che non aveva più parlato ufficialmente dai giorni successivi all’inibizione patita, è stato ospite della rubrica della collega Erica Bariselli ‘Parole in un caffè’, trasmessa all’interno del programma ‘Parole di calcio’ su Teletutto. Ed è un Iaconi chiaro quello che parla del Brescia Calcio e di se stesso a 360°. Ecco i punti toccati:
Rimpianto. “Con qualche giocatore in più avremmo fatto un campionato migliore”.
Salamon. “La sua cessione è stata motivo d’attrito con i tifosi… Avevamo bisogno di cederlo e incassare il più possibile. Volevamo però tenerlo in prestito fino a Giugno, ma all’ultimo momento il Milan l’ha voluto subito. E visto che è successo all’ultimo, non siamo riusciti a sostituirlo come volevamo e come promesso. E di questo, me ne assumo la responsabilità”.
Calori. “Dobbiamo capire se lui vuole ancora restare qui o no. Se siamo soddisfatti? Per come ha lavorato, sì. Però adesso dobbiamo riaprire un ciclo nuovo e bisogna capire se lui ha la testa per farlo…”.
Centro Sportivo. “Ci stiamo pensando, ma non c’è solo il Centro Sportivo Rigamonti in ballo… Vogliamo mettere tutta la società in un unico posto, dove tutto sia sotto controllo”.
Futuro. “Il Brescia Calcio è stato messo in sicurezza grazie al lavoro di tutti, presidente in primis. L’anno prossimo è per noi l’anno zero! E’ una società che non farà più debiti! Penso che lavorando in maniera serena potrà essere posta nella categoria che merita per la storia e il blasone che ha. E questo è l’altro passo avanti, cioè pensare al salto di categoria per restarci”.
Saleri. “E’ sempre stato coinvolto nelle situazioni del Brescia, lo sarà ancor di più. Come presidente? Credo che presidente resterà Corioni, uno dei pochi presidenti istituzionali rimasti. Saleri ha molto rispetto per lui”.
Squalifica. “Dopo 30’anni mi è capitata anche questa… Nei primi mesi l’ho affrontata male, poi ho capito come vanno le cose e sono più sereno… Non ho voluto patteggiare perché so cosa era successo e so che in questa situazione centro poco. E’ stata fatta giustizia sommaria, prendendo verità o bugie degli altri… Bastava indagare un po’ di più, controllare qualche tabulato telefonico e la verità completa sarebbe uscita… Il Tnas? Non mi aspetto gran che, i calciatori interrogati hanno testimoniato dicendo mezza verità”.
Camilli. “Si dovrebbe autodenunciare, se si ritiene una persona per bene. Ha salvato la società infangando gli altri, come probabilmente gli avranno detto di fare i suoi avvocati…”.
Fiducia. “Al pres Corioni e alla sua famiglia avevo spiegato tutto prima di firmare il contratto. Credo che abbiano visto la mia buona fede e non mi hanno fatto pesare nulla, così come l’ambiente biancoblù e la stampa”.
Funzioni. “Fin qui ho lavorato attenendomi a tutte le regole dell’inibizione, ma questo non mi ha impedito di essere dove possibile partecipe e a conoscenza di tutto il lavoro”.


