Brescia, per puntare alla serie A serve un rinforzo in ogni reparto
Sembra incredibile, ma è proprio così. Cinque giorni al debutto in campionato e Alessandro Calori (non solo) è ancora in attesa dei rinforzi che gli permettano di guidare il Brescia che Gino Corioni vorrebbe, con una rosa in grado di lottare per la promozione. Il mercato biancazzurro è bloccato, fermo. Colpa delle bizze di El Kaddouri, ma non solo. Qualcosa, nei prossimi giorni, si dovrà muovere. Anche se la storia insegna che Corioni ama non poco le ultime ore di trattativa. La chiusura del mercato estivo 2012 è fissata alle ore 19 di venerdì 31, vigilia di Brescia-Juve Stabia, secondo turno. Reparto per reparto, la radiografia della rosa a disposizione di Calori.
DIFESA. Il Brescia ha il miglior portiere della categoria, Michele Arcari, e non solo per i record della scorsa stagione. Un numero uno che porta parecchi punti con le prodezze e la sicurezza che dà alla retroguardia. Già, ma la retroguardia che certezze dà al Brescia in questo momento? Salamon deve ancora trovare le coordinate del ruolo di centrale. Nell'idea di Calori è il perno del trio arretrato, ma bisogna mettere in conto settimane di apprendistato, di rodaggio. De Maio ha bisogno di una guida sicura per rendere: lo scorso anno aveva al fianco esperti come Martinez, Zoboli e un difensore di valore assoluto come Caldirola, che aveva risolto non pochi problemi. Non assistito a dovere, vale la metà. Antonio Caracciolo e Rosso sono da valutare. Serve un centrale d'esperienza, altrimenti povero Arcari...
CENTROCAMPO. Sulle corsie laterali il Brescia è coperto: Zambelli a destra è più di una garanzia, Daprelà a sinistra è cresciuto dopo la prima stagione italiana da titolare. Lasik a destra e Scaglia dalla parte opposta sono buone alternative. In mezzo iniziano i rebus. Budel non si discute, ma ha bisogno di due tipi di giocatore al fianco: 1) che sappiano parlare il suo stesso linguaggio tecnico, che non è banale; 2) che non lo costringano, come accaduto troppo spesso contro la Cremonese, a portare la croce oltre che a cantare. Il valore di Kone è indiscutibile, ma il giocatore deve uscire allo scoperto, dire chiaramente se è convinto di poter contribuire. E le scommesse? De Blasis è meglio da mezz'ala che da rifinitore, Saba è da scoprire, Benali un moto perpetuo di piedi più che discreti ma senza esperienza. Giusto puntare anche sui giovani. E allora perchè non Nicolò Quaggiotto, classe '93, doti tecniche e fisico irrobustito e finora ai margini, nonostante i progressi sempre più evidenti di amichevole in amichevole? A 19 anni, se uno ha doti, è giusto che abbia una chance. Necessari un incontrista ed, eventualmente, un sostituto di Kone.
ATTACCO. La permanenza di Andrea Caracciolo è in bilico («Purtroppo siamo più lontani di quanto pensassi», le parole di Corioni dopo l'ultimo faccia a faccia con il suo bomber). Mitrovic per caratteristiche fisiche è simile all'Airone, ma ha doti non indifferenti. Deve migliorare nei movimenti e nella freddezza in zona-gol. Promette bene Picci, che viene dai dilettanti e a 27 anni ha una grande chance: vede la porta, ha il fiuto del gol. Serve un attaccante agile di categoria: la coesistenza tra Caracciolo e Mitrovic presuppone il vassallaggio di uno dei due. Finora è toccato all'Airone, impensabile però ridurre il secondo bomber della storia del Brescia a gregario di uno sconosciuto.
IL MODULO. Calori ha insistito finora con la difesa a 3 e il trequartista. Che nella rosa, però, non c'è. Il trequartista a Brescia ha fatto più danni della grandine, non per la qualità degli interpreti (si pensi a Diamanti, finito all'Europeo dopo il flop bresciano), ma perchè la squadra, così com'è, non può reggere due attaccanti, un fantasista, due terzini che attaccano e un regista come Budel, disposto al sacrifico ma che, se costretto a coprire e stop, perde lucidità in regia. Meglio un 3-5-2 o un 3-5-1-1, modulo quest'ultimo che Mazzone adottava pur con un certo Baggio


