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Brescia, l'ex Zoboli : " Sono stato preso in giro"

Brescia, l'ex Zoboli : " Sono stato preso in giro" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Cristiana Serangeli
lunedì 24 settembre 2012, 16:33Le interviste

I numeri, certo, ma non solo. Per Davide Zoboli il Brescia è una storia importante a prescindere da quei 200 gettoni di presenza valorizzati da 13 gol. Una storia lunga 7 stagioni, intensa e agrodolce. Il difensore centrale che torna domani da avversario con il Modena ha dimostrato di valere, legato con l'ambiente, lasciato tanti amici. Al tempo stesso si è sorbito due retrocessioni immeritate e non si è goduto l'unica parentesi felice: nel 2010, quando Andrea Caracciolo e compagni conquistavano la promozione in serie A, lui stava dall'altra parte, nel Torino sconfitto nella finale play-off. Importante e agrodolce, la storia di Zoboli con il Brescia, anche per «le tante promesse non mantenute. A un certo punto avevo capito che me ne sarei dovuto andare, pur volendo rimanere. Ma la delusione resta, anche a distanza di mesi. Perché mi era stato detto ciò che non è stato fatto». Riavvolgiamo il nastro: Zoboli è svincolato, il Brescia non gli rinnova il contratto e lo lascia andare. Se ne è fatto una ragione? Volevo rimanere, lo sapevano tutti. Purtroppo ero stato profeta nel settembre scorso, quando vedevo che non mi proponevano il prolungamento del contratto in scadenza. A gennaio avevo richieste, ma la mia priorità era il Brescia. Per la dirigenza dovevo stare tranquillo: ti avremmo già rinnovato se non avessi fatto quell'intervista, dicevano. Qualche mese dopo per loro dovevo ancora stare tranquillo: sei uno dei pochi in scadenza che vogliamo tenere, mi dicevano. A fine anno mi hanno detto che mi avrebbero tenuto, se non avessi fatto un'altra intervista considerata polemica. Ma a quel punto non ero più tranquillo da un pezzo. Come sempre è colpa dei giornalisti... A un certo punto me l'aspettavo, che sarebbe finita così: ero già stato trattato allo stesso modo in passato. Promesse non mantenute. Meglio stare zitti, invece di prendere per i fondelli la gente. Mi fa specie che in società siano cambiati gli interpreti, ma non i comportamenti. Forse il vero problema era economico: altri svincolati eccellenti come Dallamano sono stati salutati senza aver rilasciato interviste sgradite. Peccato. Io non avevo mai chiesto nulla. Dopo l'infortunio sono rimasto fuori e poi rientrato, sempre nel mio stile, sostenendo la causa e i compagni. Mi divertivo con il gruppo, ero uno del gruppo. Anche in estate, ormai da ex, mi arrabbiavo più io dei ragazzi, che avevano fiducia nel mercato. Lei no? Sono stati presi giocatori a mercato scaduto.

Sarebbero serviti già prima. Zoboli comunque si è accasato bene: dopo aver valutato l'offerta della Major League Soccer, rieccola nel Modena. Sono andato in America qualche giorno per curiosità, per un'esperienza di vita, ma fortunatamente avevo ancora mercato in Italia. Ho scelto il Modena perché l'allenatore Marcolin e il suo staff mi hanno fortemente voluto. Marcolin ci sta trasmettendo la mentalità giusta per il campionato di serie B, lo spirito di sacrificio che può portarci lontano. Come sarà ritrovare il Brescia e marcare Caracciolo? Io e Andrea ci conosciamo discretamente. Di sicuro non possiamo provocarci: ci verrebbe da ridere. Qualche scherzetto comunque glielo combinerò... Mi aspetto una partita difficile. So cosa provano i ragazzi del Brescia quando la vittoria manca da un po'. So com'è giocare lì al Rigamonti. Sono davvero forti sul loro campo. Sul mio ex campo. Le fa effetto dire «loro» e non «noi»? Sì. Non ci penso troppo, ma è così. Vedremo come sarà martedì sera. Fra l'altro, segno del destino, disputerò a Brescia la mia partita numero 300 tra i professionisti. Spero di festeggiare con un risultato positivo. Non è la sua prima volta da ex. Vero. Sono venuto da avversario a Mompiano due volte nel 2009/2010: sconfitta 1-0 con gol di Flachi alla terza giornata di campionato, e giocavo; sconfitta 2-1 con gol di Possanzini e Caracciolo nella finale play-off, e non giocavo. A Torino avevamo pareggiato. Un tabù? Devo ancora ottenere la prima vittoria da ex. Dovesse segnare? Non c'è neanche da dirlo: non esulterei. Non solo per una questione di rispetto. Sono ancora troppo legato al Brescia, ai ragazzi. Proverei gioia per il Modena, e ce la metterò tutta per vincere, ma anche dispiacere per la squadra che è stata mia tanto a lungo. Resterò sempre un tifoso biancazzurro.

Fonte Bresciaoggi.it

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