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Brescia, l'accusa di Corioni:"A Livorno meritava di giocare Cragno in porta "

Brescia, l'accusa di Corioni:"A Livorno meritava di giocare Cragno in porta " TuttoB.com
© foto di Marco Murani/TuttoLegaPro.com
autore
Federico Piccinelli
martedì 14 maggio 2013, 10:30Le interviste

Un presidente del Brescia furibondo quello che viene intervistato  dal Giornale di Brescia. 

Ecco le sue parole dure nei confronti di staff e Arcari

 Ci sono le armi del delitto- Belingheri e Dionisi - e ci sono anche i colpevoli: «I miei collaboratori. E per collaboratori intendo chi ha mandato in campo Arcari, chi l’ha fatto giocare e chi ha detto che era in grado di farlo. Qualcosa non ha funzionato nel gruppo di lavoro».

Queste le motivazioni con cui Gino Corioni rinvia a giudizio praticamente tutti, da Calori in giù, dopo il flop di Livorno. A processo va lo staff, ma anche i giocatori «che non hanno dimostrato di avere gli attributi. E non utilizzo altre definizioni...». Deluso e arrabbiato. Arrabbiato e deluso. Al punto che

24 ore non gli sono bastate per recuperare un minimo di serenità: «In questo momento - esplicita

il presidente del Brescia - ho ancora la mente ancora troppo offuscata da quello che ho visto a Livorno per dire se ci credo o quanto credo ad un epilogo play off per questa stagione... Le altre partite? Le ho guardate e non le ho guardate. Cosa vi devo dire? Stiamo a vedere che cosa

farà il Varese nel posticipo. Speriamo che non finisca in goleada e poi di fare il nostro dovere nel confronto diretto sabato al Rigamonti». Fa però fatica a pensare al futuro, Corioni: il pensiero torna alla partita di Livorno, sull’esito della quale non riesce a farsi una ragione e che sintetizza così: «Noi abbiamo giocato male, loro anche. Noi abbiamo avuto un’occasione, loro neppure quella. Loro però hanno vinto 3-0. Anche il Livorno ha giocato male, ma in Italia basta vincere per poter dire di aver dominato gli avversari». Nel caso specifico un Brescia «che ha perso per aver subito due gol da oratorio. Ma come si fa a prendere due reti così? Robe da matti. Sono molto deluso dal comportamento dei miei collaboratori». A chi si riferisce? «A coloro che hanno deciso che Arcari poteva giocare. Non so se è stato l’allenatore, il dottore, il preparatore o chi altro... È una questione di gruppo (è la seconda volta nel giro di pochi giorni che il presidente attacca lo staff che si coordina con Calori, ndr). Io mi chiedo: perché ha giocato un portiere che non stava bene?

Quante volte lo avete visto allenarsi nelle ultime due settimane? E poi: aveva giocato così male Cragno per non riconfermarlo? Se lo avessi saputo al mattino che avrebbe giocato Arcari... Ma lasciamo stare». Non c'è verso di far completare la frase a Corioni che intorno alla presenza di Arcari tra i pali costruisce tutto il suo impianto accusatorio: «Dopo i quattro gol presi a Verona, gol che non prendono neppure i bambini, Arcari non è praticamente mai più stato in porta. E io proprio

non riesco a capire perché non abbia giocato Cragno. Abbiamo un campione in panchina...».

Proviamo a spostare l’attenzione sul futuro, imminente o più lontano, ma senza particolare successo. «L’anno prossimo? La questione allenatore? Adesso non ci penso. Adesso voglio pensare alla partita di sabato con il Varese. E voglio sperare. Ripeto: attualmente sono ancora troppo deluso e arrabbiato per dire quanto ci credo. Ma le chances che ci sono, dunque giochiamocele. E prima di tutto speriamo che tra Varese e Crotone non finisca in goleada>.

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