Bari, Sciaudone sicuro: "A Vercelli faremo una grande partita. Temo la grinta di Borghese"
Cambierà in mezzo al campo. Vincenzo Torrente deverivedere il suo Bari nel vivo della manovra. Perché è costretto a farlo dalla nuova indisponibilità di Romizi, ma anche per convinzione. Da qualche settimana i conti non tornano più nella zona in cui si sviluppa il gioco. De Falco non ingrana, a Bellomo si è spenta la luce e, nel frattempo, occorre trovare un sostituto credibile all’unico vero incontrista (Romizi) della rosa. Quasi una conseguenza logica puntare sul rilancio di Daniele Sciaudone, che ha appena scontato un turno di squalifica dopo l’espulsione rimediata allo scadere contro il Varese. Il 24enne centrocampista bergamasco è avvezzo al sacrificio tattico (lo ha già dimostrato) e ha una gran voglia di riconquistare una maglia. «È una settimana importante per tutti noi — premette l’ex tarantino —. Stiamo puntando sul lavoro, pur di ritrovare lo spirito di qualche tempo fa. Io riparto con la voglia di far bene e di sfruttare la chance, qualora mi sia concessa».
È come se l’interruttore del Bari fosse stato abbassato da un occulto nemico. Vero è che si sono perse le tracce della squadra brillante che aveva conquistato punti e simpatie in avvio di stagione. «Parlo del mio reparto — precisa Sciaudone —. A centrocampo dobbiamo riassettarci. Se giriamo bene noi, tutto il contesto funziona meglio. Calo fisico? Lo escludo. Occorre piuttosto recuperare la stabilità smarrita e giocare con maggiore cattiveria agonistica. In B fai poca strada se non sei cattivo». I
buoni intendimenti non mancano, già da un pezzo. Il problema è che, all’atto pratico, il Bari fa fatica a imboccare la via maestra. «C’è poco da discutere, a Vercelli dobbiamo rialzarci. Tornare a vincere.
Come ci riuscì a Lanciano. Anche allora avevamo sul groppone una piccola crisi, la superammo di slancio con un 3-0. Quel giorno segnai anch’io, e Caputo firmò una doppietta. L’ideale sarebbe ripetersi. Abbiamo bisogno di ritrovare il gol». Subito dopo il pari con il Crotone, Torrente ha confidato sinceramente che non si rivedrà più il Bari di inizio stagione.
Tocca ai protagonisti smentire il tecnico... «La storia è cambiata, gli avversari ci conoscono e noi abbiamo perso qualcosa. Ma si può e si deve fare molto meglio. Ognuno di noi deve ricorrere a tutte le risorse psicofisiche. È il momento di dare battaglia. Salvarsi è importante sia per il Bari che per le nostre carriere».
Salvo sorprese dell’ultim’ora, a Vercelli si giocherà a porte chiuse. «Può essere un vantaggio—confida Sciaudone— non sentire sul collo il fiato dei tifosi di casa. Ma poi dipende da noi. Sul campo dobbiamo dimostrare di voler vincere, più degli avversari».
Dall’altra parte ci saranno Borghese, Scaglia, Filkor e Scavone. Tanti ex in una volta sola.
«Tutti amici, ma avversari. Con la classifica che ci ritroviamo, nessuna delle due squadre può scherzare. La presenza
di tanti ex aggiunge solo un pizzico di pepe a una pietanza già piccante». Come immagina i 90’ di Borghese? «Ci metterà
l’anima pur di vincere. Lo fa sempre, a prescindere dal rivale di turno. Noi dovremo essere più cattivi di lui. Senza mai perdere la bussola, naturalmente».


