Bari, Iunco: "Sono rammaricato per la mia carriera: avrei potuto ottenere di più. Farò l'allenatore"
Buona parte della sua carriera da professionista è legata a Verona. La città scaligera ha visto Antimo Iunco indossare
le maglie dell’Hellas, prima, e del Chievo, poi. Mercoledì sarà per lui un salto nel passato e, forse, nel futuro, visto che
il suo cartellino appartiene ancora al Chievo.
Verona per te significa…
Città stupenda, di una classe unica. Un posto tranquillo e molto organizzato dove ho preso casa e dove vivrò in futuro.
Calcisticamente parlando, ho trovato una tifoseria davvero attaccata alla squadra.
A 16 anni l’esordio nel Brindisi, a 19 una doppietta al Bologna in Coppa Italia. Già da giovane si
intravedevano le tue qualità da giocatore: sei soddisfatto della tua carriera?
Posso dire di essere un po’ rammaricato. Sicuramente potevo ottenere di più, sia per colpa mia che per demeriti
altrui. Devo dire, però, che in tutte le squadre in cui ho giocato mi sono trovato bene. Ognuna mi ha dato qualcosa.
Forse il rimpianto più grande è stato quello di non essere rimasto a Torino (per via della mancata firma dell’offerta per
la risoluzione della comproprietà da parte del presidente Cairo, ndr).
Una volta uscito dal rettangolo di gioco, quali sono i tuoi hobby?
Ora come ora trascorro il mio tempo libero con i miei due figli, Andrea e Jacopo. Da quando sono nati mi concentro
per soddisfare i loro bisogni. La famiglia ha la precedenza su tutto.
Due mesi fa la nascita del piccolo Jacopo, mentre Andrea ha 3 anni. Avvicinerai in futuro i tuoi figli al
mondo del calcio?
Dipenderà da quello che loro prediligono. Non precluderò loro la possibilità di praticare qualsiasi sport. Poi è normale
che mi piacerebbe vedere almeno uno dei due figli giocare a calcio e magari fare anche meglio di me. Sarebbe una
soddisfazione bellissima. Andrea già si diverte a dare i primi calci alla palla, è un bambino molto vivace e pieno di
energie.
Dove ti vedi una volta che avrai appeso gli scarpini al chiodo?
Di sicuro farò il papà a tempo pieno, poi si vedrà. Non nascondo che mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio:
ho già il patentino da allenatore UEFA B, proverò a intraprendere quella carriera. Intanto, però, voglio concentrarmi sul
calcio giocato, ho ancora molto da dare.


