Bari, Bellomo: "Ho fatto male nelle ultime tre partite? Capita anche ai campioni..."
La rabbia dentro. È orgoglioso Nicola Bellomo. Vorrebbe abbattere a colpi di scure il suo momento storto.Ma all’apparenza
si mostra sereno. «Non sono bravo con le parole —attacca il talento di Bari vecchia, 22 anni compiuti lunedì —. Mi sfogherò sul campo. Sì, ho sbagliato le ultime 3 partite. Ma capita anche ai campioni».
La sua involuzione è coincisa con la fine del mercato di gennaio e...
«Il mercato non c’entra. Da quando si è chiuso, ho pensato solo al Bari. Del resto ero consapevole che, anche se fossi stato ceduto, sarei rimasto in biancorosso».
E allora dov’è finito il Bellomo dei giorni migliori?
«Sono sempre lo stesso, né mi sento in colpa. È un momento così. Prima ho fatto bene, anche perché la squadra mi ha messo nelle condizioni di farlo».
Certo, tutto il Bari non va.
«La squadra saprà reagire. Siamo compatti con l’allenatore, come sempre. Stiamo preparando bene la sfida di Vercelli. È più importante delle altre volte».
Perché i grandi club non hanno puntato su Bellomo?
«Bisognerebbe chiederlo a loro. I prossimi 3 mesi possono rivelarsi decisivi per il mio futuro. Facendo bene, si aprirebbero nuovi orizzonti. Ma il mio primo pensiero è la salvezza del Bari».
Anche l’Under 21 l’ha trascurata.
«A dirla tutta, non mi hanno convocato nemmeno quando ero al top. L’unica volta in cui sono stato chiamato, però, ho risposto bene. Posso solo ripropormi sul campo».
Forse, a 22 anni, è eccessivo il peso delle responsabilità sulle spalle.
«Assolutamente no. Mi piace avere responsabilità».
Intanto si è incrinato il suo rapporto con i tifosi.
«I fischi feriscono sempre, ma non ci penso. Dopo il match col Varese i miei compagni e io siamo andati a scusarci per la
sconfitta, sotto la curva nord. Loro hanno continuato a fischiarci, allora ho detto agli altri di andare via. Avranno interpretato
il mio gesto a modo loro. Ma queste cose non mi fermano, vado avanti. Anch’io sono tifoso del Bari».
Nel match d’andata rifilò 2 gol alla Pro Vercelli. Crede negli avversari portafortuna?
«No, ma quella è stata la mia prima doppietta fra i professionisti. Una serata indimenticabile. Questa è un’altra storia. Vogliamo
uscire presto dal tunnel in cui ci siamo infilati.A Vercelli dobbiamo essere aggressivi».
Dopo il gol di Cittadella, si è fermato a quota 6. Che intenzioni ha?
«Non vivere di rendita e chiudere in doppia cifra. Ma baratterei i miei gol con la salvezza del Bari».


