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40 anni di Cittadella: i retroscena

40 anni di Cittadella: i retroscena TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoJuveStabia.it
autore
Alfredo Pelizza
sabato 22 giugno 2013, 11:30Le interviste

Il 21 giugno 1973 nasceva l'AS Cittadella, una nuova realtà per il calcio italiano. A distanza di 40 anni i veneti sono diventati una realtà consolidata e una società modello, capace di arrivare in Serie B grazie a un'impeccabile gestione. Ai microfoni di Tuttomercatoweb il vicepresidente Giancarlo Pavin ci racconta il miracolo Citta, dalla sua nascita a oggi.

Giancarlo Pavin, il Cittadella oggi compie 40 anni e Lei c'è dall'inizio. Come è nata l'avventura?

"Ricordo quando aiutavo il segretario dell'Olympia, una delle due squadre del paese. L'altra era la Cittadellese. Due squadre rivali visto che l'Olympia era la squadra dei preti e la Cittadellese quella di sinistra, o meglio, come si diceva una volta dei comunisti. Quindi si sentiva una rivalità che era oltre il fatto sportivo. Poi sono arrivati due presidenti, Angelo Gabrielli e De Nicola che hanno contribuito a eliminare i toni campanilistici e religiosi e piano piano le distanze si sono accorciate al punto tale che il 21 giugno del 1973 i due club hanno unito le loro forze per diventare l'AS Cittadella".

Da lì un'incredibile cavalcata

"Siamo partiti dalla Promozione, negli anni '80 abbiamo vinto la prima coppa Italia dilettanti e da lì un'escalation che ci ha portato prima in C2, poi in C1 fino all'incredibile salto in Serie B. Dopo in saliscendi eccoci ancora una volta nel torneo cadetto dove ci apprestiamo a disputare il sesto campionato consecutivo".

Nel 2010 i playoff e l'odore di Serie A

"Quello è un rimpianto, perché delle quattro squadre che si erano qualificate ai playoff noi eravamo i più freschi. Col Brescia abbiamo perso in semifinale a causa della loro miglior posizione in classifica ed è stato davvero un peccato. Certo, la Serie A è forse troppo per la nostra realtà, che potrebbe scottarsi nel massimo campionato. Ricordiamoci che l'obiettivo nostro è sempre la salvezza, perché i nostri bilanci sono 1/5 dell'80% delle altre squadre".

Per la prossima stagione quali sono i vostri obiettivi. Vi farete un regalo di compleanno?

"Abbiamo già festeggiato l'anno scorso che era la stagione del 40° compleanno. Eravamo convinti di aver allestito una squadra che potesse fare bene ma dopo un girone d'andata da zona playoff nel ritorno abbiamo avuto dei problemi, ma alla fine ci siamo salvati. Confidiamo in ogni caso in Marchetti e in Foscarini, che è il nostro Ferguson".

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