Hellas Verona, una "zona Cesarini" sempre più gialloblu
Mai dire mai, quando c'è di mezzo l'Hellas. Mai alzarsi dal seggiolino prima della fine. Mai spegnere la Tivù prima che sia finita. Eh già, «questo Hellas senza fine» obbliga persino a rivedere abitudini consolidate. C'è sempre stato, pensateci bene, l'amico che ti porta allo stadio e ti dice "ma io vado via dieci minuti prima, per questioni di traffico". Oggi, meglio dirgli "vai pure, io torno da solo". Basta dare un'occhiata ai tabellini della stagione. L'ultimo è stato Maietta, ma prima di lui ecco Bjelanovic ad Ascoli, Pichlmann col Brescia, Abbate a Bari. Pensateci, fate un po' i conti, tirate le somme e scoprirete che questi 4 gol valgono, da soli, 8 punti. Un tesoro conquistato nel finale, in quella che tutti conoscono come "zona Cesarini". Beh, dopo quello che sta succedendo, perchè non ribattezzarla "zona Hellas"?
SOLO FORTUNA? "Con 'sta fortuna, mi sa che il Verona può andare in A direttamente" ha commentato sconsolato Menichini, tecnico del Crotone. Magari, lui alludeva non tanto e non solo al gol di Maietta, ma a tutto il secondo tempo. "Un po' di fortuna non fa mai male" ha sorriso Mandorlini. "Meglio tenersela stretta". Quattro volte in pochi mesi, che dite, se non fosse soltanto fortuna? "Questa è una squadra che non finisce mai" osserva Mandorlini. Dev'essere una squadra che gli assomiglia molto. "Sono contento se dite così..." ha osservato di recente. "Di sicuro è una squadra che lotta sempre, che ha temperamento, che non si rassegna. Anch'io ero così da giocatore...". E come avrebbe potuto essere uno cresciuto con Mazzone e poi col Trap ? Gente che non s'è mai arresa, uno è ancora in campo, a 72 anni, alla guida dell'Irlanda e ancora adesso è un esempio per tutti. "Il fatto è che ci crediamo sempre e anche col Crotone, subito il pareggio, non abbiamo perso la speranza" dicono tutti. L'emblema è Mimmo Maietta, che a cambiare il finale di una partita ci prova sempre. Ricordate Gubbio? Se non lo buttavano giù in area, magari, sarebbe già a quota 2...
A SPASSO TRA I RICORDI. Non è la prima volta, quest'anno. Ma non è la prima volta neppure che il Verona centra grandi traguardi, in "zona Hellas". Senza troppa fatica, un passo indietro, stagione maledetta dei play out per non andare in C2. Finale con la Pro Patria: all'andata, 1-0 al Bentegodi, gol (l'unico) di Ciccio Morante al 90' o giù di lì. Sette giorni dopo a Busto Arsizio, finisce 1-1, il gol è firmato Zeytulaev, minuto 44 del secondo tempo. Come dire, in sette giorni abbiamo riscritto la storia, quando ormai sembrava già finita. E senza andare troppo lontano, impossibile dimenticare lo storico gol di Cossato, nello "spareggio" di Reggio Calabria. Minuto 85, valeva la serie A. SuperMike è nella storia per questo.
LUPPI SPECIALISTA. Dal passato, un nome su tutti. Quello di Livio Luppi, indimenticata spalla del mitico Zigogol. Uno che teneva antenne dritte fino alla fine e non mollava mai. La storia lo sbatte spesso in copertina per quei gol che già all'epoca spinsero i cronisti a parlare di "zona Luppi". Almeno una decina i suoi gol negli ultimi minuti. La perla, nella stagione '76-'77. Tre gol. Uno alla Juve (90'), uno a Cesena (86'), un altro al Foggia (88'). Ma anche prima aveva spesso lasciato il segno nei minuti finali. Quando qualcuno se n'era già andato...


