Hellas Verona, un brutto mercato? La risposta arriva dal campo
Che mercato è stato quello del Verona? Difficile dirlo. Di certo, i tifosi avevano già l'acquolina in bocca, pregustando magari l'acquisto di un pezzo da novanta, pronto a far aumentare i giri del motore gialloblù. E forse, questo sogno disatteso, ha scoraggiato chi vedeva vicina la Serie A. Ma qui, il campo ha ancora una volta avuto ragione. Mandorlini chiude il mercato, regalando la tranquillità di cui la squadra necessitava dopo un mese di gennaio a dir poco massacrante ( e questo febbraio non sarà da meno). Gibellini, a sua volta, ha provato a piazzare la zampata, ma è stato fermato dal presidentissimo Martinelli, sicuro di puntare sulla compattezza e sulla solidità della truppa scaligera. Gruppo, dal quale è emerso il -almeno da ciò che si è visto contro il Grosseto- il vero acquisto del calciomercato invernale.
Sì, stiamo parlando del francesino di Le Havre, che con due missili ha distrutto la fortezza maremmana, lanciando avvisaglie di guerra a tutta la cadetteria. E non è finita qui. Hallfredsson e Gomez, tanto per citare due pezzi pregiati, hanno ancora le radici veronesi, cosa non da poco. Ora viene il bello. Le trasferte di Padova, Torino e Genova diranno dove questo Hellas potrà arrivare. Se resisterà, dimostrerà di avere le carte in regola per dire la sua fino in fondo. E allora, Martinelli e compagnia, avranno avuto, per l'ennesima volta, ragione.


