Hellas Verona, sulla strada del "2 fisso"
Avanti così. Senza paura. Senza guardarsi indietro. L'Hellas da trasferta viaggia a gonfie vele. Ha vinto con la Juve Stabia sul sintetico di Castellammare, ha battuto l'Ascoli in rimonta dopo il vantaggio dei marchigiani firmato da Papa Waigo, ha perso a Grosseto ma poteva tranquillamente portare a casa tre punti anche dalla Maremma se non si fosse messo di traverso l'arbitro Irrati che ha chiuso gli occhi sul fallo in elevazione di Sforzini e regalato un rigore a Caridi a pochi minuti dalla fine. Adesso tocca al Gubbio, la formazione che sembra una lontana parente della squadra rivelazione che ha dominato l'ultimo campionato di Prima Divisione. Solo due punti in classifica, zero vittorie all'attivo, un giovane allenatore come Pecchia che attende la sfida con i gialloblù per dare un po' di solidità alla sua panchina che traballa. Per quanto s'è visto in serie C, il Verona non ha tradizione favorevole con i rossoblù umbri. Nell'ultimo campionato ha perso due volte, in casa e in trasferta, e Gomez ha sempre fatto centro. Questa volta, però, l'attaccante argentino indossa la maglia giusta, nelle ultime settimane ha ritrovato la giusta condizione psicofisica, è diventato uno dei trascinatori dell'Hellas. Non può certo cancellare con un colpo di spugna le emozioni provate con il Gubbio ma Juanito è un professionista vero e cercherà di confermare anche contro gli ex compagni di squadra quanto di buono ha fatto vedere nella prima parte di campionato.
Un Verona che può dare continuità alla propria azione strappando un risultato positivo anche a Gubbio, una mossa per mettere ancora un po' di fieno in cascina in vista del tour de force al Bentegodi, in quattro giorni dovrà affrontare prima la Sampdoria - nel turno infrasettimanale del 5 ottobre - e poi il Torino. Tre partite per capire di che pasta è fatto questo Hellas. Qualcosa s'è già capito, questo è vero. Basta ripensare alle prime partite del campionato. Dieci punti in classifica e potrebbero essere anche di più per quello che la squadra ha fatto vedere in campo, tre vittorie all'attivo, un pareggio spettacolare con il Padova e due sconfitte immeritate, se il Verona avesse portato a casa almeno un punto con Pescara e Grosseto non avrebbe rubato nulla.
La posizione di classifica abbastanza serena, almeno per il momento, regala all'Hellas la possibilità di giocare le prossime partite con relativa tranquillità, senza troppi patemi d'animo. «Contro l'Ascoli abbiamo portato a casa una gara difficile - ha detto il tecnico dopo la vittoria con i bianconeri - messa in salita dal vantaggio dei padroni di casa. Siamo stati bravi a continuare a giocare, creando molte situazioni anche dopo aver raggiunto il pareggio. Mi aspettavo un livello agonistico molto alto, la risposta è stata all'altezza. Si tratta di una vittoria meritata, sono molto contento».
Grande soddisfazione nel gruppo, cresce l'entusiasmo anche nell'ambiente gialloblù. I sogni non sono vietati ma Andrea Mandorlini alza il piede dall'acceleratore. «Per esperienza personale so quanto sia difficile centrare i tre ad Ascoli - conclude il mister - ora andiamo avanti vivendo alla giornata, senza nasconderci. Guardare la classifica sarebbe irriverente, il campionato è lungo e stare sul pezzo è d'obbligo».


