Hellas Verona, solo in cittì meglio di Mandorlini
Il record di Cesare non è più così al sicuro. La manita dell'Hellas si alza fiera, bel modo di salutare la serie B e lanciare un segnale forte. Cinque vittorie di fila sono merce rara nella storia del Verona. Dal 1929 ad oggi ci sono riusciti in pochi, a parte quella striscia di otto perle confezionata da Prandelli grazie al meraviglioso Hellas che nel 1999 se ne andò in serie A vincendo il campionato davanti a Torino, Reggina e Lecce. Occorre tornare indietro di parecchio per trovare altre cinquine, spesso figlie di un'altra epoca e di un Hellas che in serie B muoveva i primi passi.
MEDAGLIA D'ORO. Non solo il calcio più bello degli ultimi anni, ma anche grandi numeri. Il Verona di Prandelli non cominciò benissimo. Alla terza giornata, a proposito di manita, l'Hellas ne prese cinque al Bentegodi dalla Reggiana, pareggiò con Treviso e Cremonese. La falsa partenza fu un'occasione perfetta per i critici di infierire su quell'allenatore appena esonerato a Lecce e che certo non poteva reggere l'urto con una piazza tanto esigente. Non andò esattamente così, Prandelli mise al tappeto nell'ordine Reggina, Cosenza, Ravenna, Lecce, Atalanta, Fidelis Andria, Brescia e Cesena. Una marcia trionfale scandita dai gol di Aglietti, Cammarata e De Vitis, dalla furia di Chicco Brocchi, dalla sostanza di Marasco e il valore aggiunto Guidoni. Tutto perfetto. Prandelli completò l'opera l'anno dopo, col nono posto in serie A e quattro vittorie di fila contro Lazio, Torino, Piacenza e Cagliari nel momento cruciale della stagione.
OSVALDO MAGICO. Per ritrovare un Verona vittorioso cinque volte ininterrottamente bisogna risalire alla stagione 1982-1983, la seconda di Osvaldo Bagnoli. Qualcosa di grande stava nascendo, come certificato dal quarto posto a otto punti dalla Roma campione e da un campionato impreziosito da un avvio folgorante con le vittorie in serie su Juventus, Genoa, Avellino, Pisa e Catanzaro fra la terza e la settima, prima dello 0-0 di Udine. Neanche la squadra dello scudetto seppe fare meglio, capace di vincerne tre all'inizio (Napoli, Ascoli, Udinese) e al ritorno fra Roma, Fiorentina e Cremonese.
CINQUE PER DUE. La prima cinquina risale al terzo anno di serie B, campionato 1931-1932, quando il Verona allenato dall'ungherese Andras Kuttik chiuse alle spalle di Palermo e Padova dopo aver battuto Comense, Spezia, Cagliari, Serenissima e Udinese in un travolgente finale di campionato. Ancora più bravo fu l'Hellas edizione 1941-'42 in serie C, quinto dietro Cremonese, Parma, Mantova e Suzzara ma in grado di indovinare due strepitose strisce vincenti fra Alfa Romeo, Trento, Falcks Sesto San Giovanni, Marzotto Manerbio e Pavese più Suzzara, Breda, Necchi Pavia, Gerli e Pirelli Milano. Proprio altri tempi.
ALDO & ROMOLO. Viaggiò veloce, almeno dalla sesta all'undicesima, pure il Verona che nel torneo 1950-'51 superò una dietro l'altra Pisa, Bari, Seregno, Fanfulla e Anconitana prima di perdere 3-1 a Brescia. Esattamente dieci anni più tardi l'Hellas di Aldo Olivieri e Romolo Bizzotto agguantò il quindicesimo posto e la salvezza con un finale impeccabile e le vittorie con Prato, Como, Parma, Pro Patria e Catanzaro grazie soprattutto ai gol di Giovanni Zavaglio. Altra musica nella stagione '63-'64, il Verona frequentò a lungo l'alta classifica anche grazie ai successi consecutivi con Udinese, Palermo, Varese, Padova e Catanzaro.
SOLO POKER. Prandelli e Mandorlini a parte, la storia recente racconta di exploit solo parziali.
Il Verona appena retrocesso dalla serie A (1997-1998) mise a segno un bel poker con Reggina, Lucchese, Casteldisangro e Ravenna in un campionato pieno di alti e bassi. Ben più pesante fu la striscia iniziata col Piacenza, proseguita con Venezia e Pescara che permise al Verona di Sergio Maddè di raccogliere il 12 giugno 2004 a Como coi colpi a effetto di Adailton una salvezza che pareva impossibile solo fino a un paio di mesi prima. Neanche il Verona di Massimo Ficcadenti, straripante nella prima parte della stagione 2004-2005, seppe fare meglio. Il suo Hellas fece bottino pieno fra la diciassettesima e la ventesima con Perugia, Vicenza, Salernitana e Catanzaro senza andare oltre.
Quota quattro la toccò due anni fa il Verona di Remondina, di un altro pianeta fino al crollo ad un passo dal traguardo. Fra la quinta e l'ottava al tappeto finirono Ternana, Ravenna, Potenza e Andria. Si sono fermati tutti a metà, distantissimi da Prandelli. Solo Mandorlini rimane in corsa. E la sua striscia è ancora aperta.


