Hellas Verona, Setti: "Io mercenario? Macchè, ci metto la faccia"
Sulla via dell'Hellas. Prima di arrivare a destinazione ancora tante cose da fare. Maurizio Setti «studia» da presidente, ma sa benissimo di dover convincere una piazza gelosa del suo Verona. E orgogliosa quanto basta per mettere alla porta chi non ama i colori gialloblù. L'imprenditore carpigiano, però, è già stato preso per mano da Giovanni Martinelli. Lo muove l'entusiasmo. Coraggio e intraprendenza sono caratteristiche che non gli sono mai mancate nemmeno nell'ambito professionale. Ora Maurizio Setti si presenta. In attesa di entrare ufficialmente nella stanza dei bottoni del club di Martinelli. Setti, cos'è per lei l'identità Hellas? «Rispetto del territorio e delle risorse. Amore per una maglia. Condivisione del progetto portato avanti da Martinelli. E massima valorizzazione del settore giovanile. Riuscire a far emergere i talenti veronesi nel Verona del futuro sarà un obbiettivo molto importante». Le hanno già detto che i tifosi non vogliono mercenari attorno all'Hellas? «Certo. E in questi casi si dice: il tempo è galantuomo. Ci metto la faccia. Non ho paura di giocare questa partita. Vivo di passione. Voglio il bene del Verona. Non aspiro ad altri vantaggi personali. Lo sa bene Martinelli. Che ha capito subito di che pasta sono fatto. Voglio riuscire ad espandere il 'marchio Verona'. Sul campo e fuori. Risultati e merchandising». Con lei sono previste rivoluzioni? «Nessuna rivoluzione. Non si vuole stravolgere, ma migliorare. Il Verona di Bagnoli ha espresso il massimo. un'emozione incredibile. Poi è arrivato il declino. Adesso l'Hellas vive una fase di positiva ripresa, dalla C alla B, ora i play off per andare in A. Merito di Martinelli. Se parlo di calcio mi sento «nato veronese». Perché qui in passato sono stato molto volte. E ho respirato l'aria del grande Verona. Quindi: voglio che a questa società e a questa squadra venga riconosciuto il giusto peso. Io e Martinelli proseguiremo insieme. Senza dubbi. Certo, le mie idee sono aggressive.
Ma si sposano con la volontà del presidente». Cosa l'ha colpita di Martinelli? «È simile a me. Semplice e passionale. Giovanni Martinelli ha un grande cuore dove tiene racchiusi i sacrifici fatti per far tornare grande il Verona. Merita apprezzamento e grande rispetto per tutto quello che ha fatto fino ad oggi». Il suo slogan? «Unire le forze, non disperderle». Perché proprio Verona? «Per il bacino, per la storia, per il pubblico. A Bologna amano i giocatori. I veronesi amano la squadra. Mettono l'Hellas davanti a tutti. La squadra prima del singolo. E a me questo piace molto. E poi, da Carpi a Verona c'è poco strada. Posso essere sempre presente. Rispetto ad altre piazze ho trovato anche una perfetta situazione logistica. Per esserci, per partecipare a tutto in prima persona». Esistono due ipotesi. La prima: il Verona va in A e… «E per me sarebbe paradossalmente più facile condividere con Martinelli un progetto di immediato consolidamento. A Bologna, del resto, abbiamo lavorato per la salvezza. E l'Hellas in serie A, come prima cosa, dovrebbe pensare a non cadere giù in basso, a consolidarsi in A». Dovesse, invece, partire dalla serie B? «Nessun dubbio: il progetto prevede la ricerca immediata del salto di categoria. Verona deve stare dove merita». Un messaggio ai tifosi? «Chiedo a tutti di stare tranquillo. E prego la piazza di non essere prevenuta nei miei confronti, Mi rendo conto che il mondo è fatto anche di gente 'strana'. Ma io ho idee chiare e non voglio prendere in giro nessuno. Non cerco pubblicità. E voglio sottolineare una cosa: non è certo mia intenzione depauperare il patrimonio consolidato da Martinelli. Chi affronterà il Verona dovrà buttare l'anima per vincere sempre. Così abbiamo fatto a Bologna. E le soddisfazioni non sono mancate. Misuratemi sul campo». Setti, quando entra al Bentegodi che cosa avverte? «Un brivido. Un brivido lungo. La Curva emana emozioni incredibile. Forse solo la curva dei tifosi genoani al Marassi può regalare sensazioni così forti. Ma Verona è unica. La gente di Verona è unica quando tifa Hellas». Ultima: come prima mossa porterà con lei Sean Sogliano? «È uno dei papabili. Mi piace il suo modo moderno di fare calcio».


