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Hellas Verona, senti il tuo greco: "La A? Perchè no?"

Hellas Verona, senti il tuo greco: "La A? Perchè no?" TuttoB.com
© foto di MB/TuttoHellasVerona.it
autore
Federico Errante
mercoledì 28 settembre 2011, 11:55HellasVerona

La faccia da ventenne, l'aria del veterano. Panagiotis Tachtsidis è una quercia. Il collo di un toro, quadricipiti alla Javier Zanetti, soprattutto la testa al posto giusto. La diga di Mandorlini venne pescata a quattro anni per le strade di un paesino alle porte di Atene da un allenatore, uno dei tanti di una Grecia che si ciba di calcio anche per dimenticare le sue sofferenze. «Mi chiese di seguirlo - racconta il giovane centrocampista - mi disse che avrei avuto un futuro. Gli risposi di no, che volevo restare a giocare per conto mio».

Testa dura, come adesso. Quel tipo però ci aveva visto giusto. Il talento che si ritrova gli ha spalancato le porte dell'AEK Atene, consegnato la serie A a sedici anni, le varie nazionali, l'interessamento del Milan e dell'Inter, il Genoa di Preziosi che arriva prima, l'Italia e l'Hellas che ti dà il sapore della Grecia. Basta leggere il nome. In patria dicono che sia un predestinato, il campo lo sta dimostrando. Il suo modello non è uno qualunque. «Il mio preferito? Patrick Vieira. Guardo tutti i suoi movimenti in tv, se va a destra o a sinistra, studio tutto quello che fa. Un giocatore straordinario».

SENZA PAURA. Panagiotis non parla benissimo l'italiano, anche se certe parole le ha già immagazzinate. Magari perché le avrà sentite più di altre nello spogliatoio. «Questa è una squadra che mi piace tanto - ammette il «talentino» greco - ha grande carattere, non si abbatte mai, anche quando va sotto trova la forza per reagire. Secondo me il Verona può anche arrivare ai play off e giocarsi la serie A. Vedremo che cosa succederà in primavera, lì si deciderà la volata finale». Irriverenza mista a consapevolezza, dargli retta però non costa poi molto. Tutti i torti in fondo non li ha. «C'è un grande gruppo, i ragazzi sono splendidi. Si sta insieme anche dopo l'allenamento, ci organizziamo per andare a mangiare in compagnia la sera, siamo molto uniti. Con questo spirito possiamo andare lontano».

LUI E GENNARO. Scalzare Esposito dalla sedia di comando non è un cattivo biglietto da visita, anche se per Tachtsidis i giochi restano apertissimi. «Lui è un bravo giocatore, ma alla fine decide il mister - sottolinea Panagiotis o «Pan & Goti» come l'anno soprannominato alcuni tifosi - Mandorlini mi piace. In Grecia l'età non contava. Anche se eri giovane ma dimostravi di meritare una maglia ti mettevano in campo. Anche lui è così. Ti fa sentire importante, ti dà fiducia. So che a centrocampo è difficile giocare, nella mia posizione basta un errore per mettere i tuoi compagni in difficoltà. Non puoi sbagliare niente. La serie B però l'ho già conosciuta l'anno scorso a Grosseto, in più ora sto accumulando ancora più esperienza. Giorno dopo giorno. Mandorlini mi aiuta molto, così come la mia tranquillità anche nei momenti delicati. Cerco sempre di rimanere lucido».

FUTURO GIÀ SCRITTO. Panagiotis è tifoso del Real Madrid, anche se la sua immaginazione non va così lontano. Il Genoa lo tiene costantemente sott'occhio, ha già una lunga serie di relazioni sui suoi progressi. In più di un'occasione Preziosi ha inviato Tullio Gritti, uno dei suoi 007, a visionare il ragazzo in giro per l'Italia.

Tachtsidis ha una vita davanti. Un lungo sogno verso il grande calcio. Magari seguendo i suggerimenti dell'amico Traianos Dellas, campione d'Europa con la Grecia nel 2004 con cui è rimasto in contatto. Le premesse lo spingono chissà dove, anche se il ragazzo potrebbe anche fermarsi dov'è. Deciderà il Grifone. «Il mio futuro? Chissà, presto per dirlo - conclude Tachtsidis -. Verona è bellissima, la società perfetta, i compagni straordinari. Resterei volentieri anche l'anno prossimo, soprattutto se l'Hellas andasse in serie A…».

Fonte L'Arena