Hellas Verona, Rafael: "In Serie A con questa maglia, è il mio sogno"
Un regalo per i suoi 30 anni: la serie A. Rafael Pinheiro farà conto tondo a marzo. Per il portiere italiano il compleanno potrebbe rappresentare evento da ricordare a lungo. Non dipende solo da lui però. Ma anche dall'Hellas. Il 2012, comunque, si apre sotto i migliori auspici. Il Verona è secondo in classifica, reduce da un periodo d'oro che non sembra avere fine. Venerdì si chiude l'andata al Bentegodi. La fine di un nuovo inizio.
Rafael, il 2012 in una parola…
«Magico. Come lo è stato il 2011. Spero che la storia possa ripetersi. Aspetto questo momento da tanto tempo».
Da quando è arrivato forse…
«Esatto, da quando mi sono arrivato. Appena sbarcato a Verona mi sono detto: questa è la ma grande opportunità. Ho attraversato l'oceano per vedere com'era fatto il mio sogno».
E non se n'è più andato?
«Potevo partire. Ma non ho voluto. In testa avevo solo un pensiero: vincere con il Verona. Per me è diventato una specie di assillo, un pungolo. Andarmene? Mai. E adesso voglio la serie A. E spero che questo sogno possa avverarsi».
Quello appena andato è stato forse il suo anno migliore vissuto a Verona?
«Il mio, quello di tanti. Ricordate dove eravamo un anno fa di questi tempi? Un'altra categoria, un'altra classifica. Poi c'è stata la magia. E finalmente le cose sono cambiate. Ma dovevano cambiare».
Una partita da ricordare con la maglia del Verona?
«Lo spareggio di Salerno. Partita persa, ma grande vittoria per la società, per me, per i compagni, per la nostra gente. Non potevo mancare ad un appuntamento del genere».
Alla soglia dei 30 anni può dire: ho fatto tutto quello che dovevo fare?
«No, mi mancano ancora tante cose. Ho fatto la cosa giusta lasciando il Brasile per venire in Europa e scegliere subito Verona. Ma mi manca la serie A. Con l'Hellas naturalmente».
La sua miglior partita di quest'anno?
«Penso contro il Crotone. Sento di avere dato il mio piccolo contributo».
È legato all'Hellas fino al 2014. Un patto per la vita?
«Una scelta di condivisione. La società non mi fa mancare nlla. Voleva crescere. E c'è riuscita. E io mi sono affezionato a tutto quello che gira intorno al Verona».
Amici veri?
«Credo tanti. Dentro e fuori dal campo. Di ieri e di oggi. Cccarelli, Maietta, Gomez, Jorginho. Ma anche ragazzi dello staff come Bodini e Previdi. C'erano quando sono arrivato, e ci sono ancora oggi. La storia del Verona è un po' loro».
Lei pensa di essere entrato nella grande memoria gialloblù?
«Credo di sì. Abbiamo fatto cose buone. E io ho messo il mio contributo".
Verona secondo in classifica. Ma secondo a nessuno in campionato?
«Credo sia giusto essere obiettivi. Il Torino dispone di una grande squadra. Hanno tutto per vincere. E lo hanno dimostrato quando sono venuti a prendersi in tre punti qui da noi. In più ci sono altre squadre molto forti. Pescara, Reggina, la stessa Sampdoria. Siamo in buona compagnia, E proprio per questo motivo dovremo farci accompagnare sempre da una buona dose di umiltà».
Vorrebbe un 2012 magico. Ma si accontenterebbe…
«Di rifare le stesse cose fatte negli ultimi sei mesi. Se la squadra garantisce la stessa continuità della prima parte di stagione, possiamo fare grandi cose. L'inizio non è stato facile, meglio non dimenticarlo. Ma la squadra è uscita alla distanza».
Rafael, chi è il miglior portiere della B?
«Me ne piacciono due. Romero della Sampdoria e Coppola del Torino. Ragazzi esperti e molto bravi. Non dimentichiamoci, poi, che Romero è pure titolare nella nazionale argentina».
Il migliore in assoluto?
«Resta sempre Buffon».
Nella sua permanenza a Verona ha avuto modo di conoscere qualche suo ex collega?
«Certo. In una trasmissione televisiva ho conosciuto Lovo. E poi ho avuto modo di confrontarmi con Battistini. Ci siamo visti più volte».
Manca qualcuno?
«Vorrei incontrare Garella. È il portiere dello scudetto, e quando tornerà a Verona per incontrare i suoi ex compagni voglio esserci anch'io».


