Hellas Verona, "Quei gol all'Ascoli"
Riscriviamo la storia. Proviamoci. Per dare a Gigi una soddisfazione in più. Gloria postuma per chi non l'ha mai chiesta. Gigi Sacchetti era la bestia nera dell'Ascoli. Forse nemmeno lui lo sa. Dall'82 all'85, negli anno d'oro del Verona di Bagnoli, riuscì per tre stagioni consecutive a segnare ai marchigiani al Bentegodi. Gol di Gigi, vittoria in tasca. Con lui i bomber di quel tempo: prima Penzo e poi Galderisi. Ed è proprio di Nanu e Sacchetti che parliamo stavolta. E di un gol condiviso e regalato. Nella settimana che condurrà alla sfida proprio tra Verona ed Ascoli, ecco riemergere un episodio dalla grande storia dello scudetto. Campionato della gloria '84-'85, la storia racconta che... Sacchetti, quell'anno il Verona batte due a zero i marchigiani. Il tabellino assegna una rete a Galderisi ed una a lei, ma... «Il primo gol era nato da una mia conclusione finita sulla traversa. Poi la palla è tornata in gioco e Nanu l'ha messa dentro di testa». Si dice fosse giá entrata... «Era entrata. Nel senso: l'effetto era quello che assume un pallone quando supera la linea di porta e poi torna dentro. Pure i giocatori dell'Ascoli si erano giá fermati...». Ma allora è suo il gol. Doppietta di Sacchetti allora... «Galderisi ha messo tutti d'accordo. Il dubbio l'ha tolto lui infilando la palla di testa in rete. La storia non va cambiata, però...». Peró se lo sarebbe tenuto volentieri quel gol, vero? «Era un gol alla Sacchetti. Un tiro potente scagliato da fuori area. Mi ci ero affezionato. Quello non era il primo. Ma la storia racconta che...» Racconta che contro l'Ascoli lei aveva un conto aperto e quel giorno non era ancora finita «Non era finita, perchè riesco a rubare palla a Dirceu, che come al solito si concedeva un dribbling di troppo, e subito dopo sono stato bravo ad anticipare con un tocco di punta il portiere. Pure quello un bel gol. E tutto mio». Importante, tra l'altro, perchè lei rientrava da un infortunio... «Quell'anno avevo perso le primissime gare perchè ero reduce da un infortunio al crociato anteriore con interessamento del collaterale. Ero giá rientrato contro il Milan.
Ma quella fu una partita importante per me. Abbinare gol e prestazione aiuta sempre. E io vivevo di sacrifici. La palla rubata a Dirceu fu frutto di grande caparbietà. Mi ero messo in testa di andare a prendermi quel pallone. E ci sono riuscito...». Il lungo racconto di Verona - Ascoli parla anche del Mandorlini giocatore. Che ricordo ha del tecnico del Verona? «Ci siamo incrociati più volte. E a distanza di anni Mandorlini non è cambiato. È una persona carismatica che sa trasmettere tutta la sua carica alla squadra. Il Verona è animato proprio dallo spirito battagliero del suo allenatore». Sacchetti, il Verona di oggi può mettersi a volare per davvero? «Credo esistano due categorie di squadre. Quello che entusiasmano e vincono. E quelle che arrivano fino in fondo. E piazzano il colpo al momento giusto. E l'Hellas a mio avviso fa parte di questa seconda categoria. Non regala calcio champagne, come magari può fare il Pescara. Ma alla resa dei conti si fa trovare sempre pronto. E quella di Mandorlini è squadra che possiede le qualitá per vincere alla fine». Che cosa l'ha ha colpita di più della squadra di Mandorlini? «Questo gruppo non si arrende mai. E chi non si arrende, poi spesso porta a casa quello che vuole». Il giocatore che la entusiasma di più? «Ferrari. Non sará un bomber, ma il suo peso specifico in attacco è fondamentale. Oggi rappresenta riferimento imprescindibile per tutta la squadra. Fosse per me lo schiererei in coppia con Pichlmann in un 4-4-2. Ma questa è un'idea che fa parte del mio modo di vedere il calcio. L'attaccante austriaco, comunque, lo metterei sempre in campo, visto che 'vede' la porta come pochi». Oggi è diverso... «Oggi va bene cosÌ, visto che Ferrari sai mette al servizio della squadra e de due esterni veloci che gli vengono affiancati. O almeno: li ho visti giocare anche così, e mi pare che la scelta abbia premiato più volte il Verona«. Per chiudere: è proprio sicuro di non rivolere indietro quel gol all"Ascoli? «Ormai la storia non si cambia. Nanu è stato più veloce di tutti. Io l'avevo già vista dentro, mi basta il ricordo. E quello che è venuto dopo mi ha ripagato. Con gli interessi».


