Hellas Verona, quando Bonazzi fece arrabbiare il "Bentegodi"
Si prese la notte. Si prese i titoli di coda. Si prese pure «nove colonne» sull'Arena del giorno dopo. Roberto Bonazzi segna. L'Albinoleffe sbanca il Bentegodi. E il nostro giornale titola: «Bonazzi in gol, si apre la crisi del Verona». Succedeva cinque anni fa. Esattamente il 23 ottobre 2006. Era l'Hellas di Massimo Ficcadenti. Bonazzi era il bomber dell'Albinoleffe. Destinato a fare la differenza. E quella sera ci riuscì facendo saltare il banco a quattro minuti dalla fine. Oggi Bonazzi allena la Primavera dell'Hellas. Da punta a mister. Da avversario ad alleato. Come si dice spesso: il tempo cambia le cose. E regala sorprese. Perché all'antivigilia dell'importante sfida tra il Verona di Mandorlini e l'Albinoleffe si scopre che l'ultimo confronto è stato vergato proprio dal Comandante della Primavera.
NOTTE SPECIALE. Bonazzi rivive con il sorriso quei momenti molto belli. «Vincere al Bentegodi è stato magnifico - ammette l'ex attaccante dei bergamaschi -. Ricordo tutto. Ricordo il cross di Cristiano e io che la giro in porta. Per noi dell'Albinoleffe fu una serata davvero speciale. Raccontarla ora mi risulta quasi difficile. Dispiaciuto per l'Hellas. Ma in quel momento dovevo onorare la maglia dell'Albinoleffe". Quel gol mandò all'Inferno l'Hellas. Crisi o quasi. Astinenza da gol. Seicento minuti senza buttarla dentro. "Quasi mi dispiace a ripensarci - sorride Bonazzi - E ora che me lo ricordano i veronesi non so che dire. Speriamo di fare bene qui con la Primavera".
GIRA IL MONDO GIRA. Bonazzi ha vissuto «contaminazioni» importanti. E oggi ha dentro di sé tanti allenatori. «Mondonico - spiega - mi ha insegnato come gestire lo spogliatoio. 'Mondo' è un comunicatore nato. Ti prende sotto braccio e ti fa sentire importante. Mi ha fatto capire che la comunicazione è tutto dentro ad uno spogliatoio. Ma nella mia storia di calciatore ho avuto la fortuna di incrociare la strada anche di Gustinetti e Cadregari. Il primo è stato mio allenatore per un decennio. Mi ha impressionato la sua umanità, la squadra sentiva sempre la sua vicinanza. Un calcio umano e fatto di valori farà sempre breccia. Cadregari, invece, è stato un grande maestro di moduli e di tattica».
L'ALBA DEL NUOVO MILLENNIO. Il tecnico della Primavera ha già in tasca i nomi nuovi per l'Hellas del domani. «Abbiamo in mano un grande attaccante: Alba. Nonostante sia del '95, se la gioca alla pari con ragazzi molto più vecchi di lui. In campo non si tira mai indietro. È un attaccante completo. Io lo faccio giocare esterno. Ma la resa è comunque molto elevata. E i gol arrivano puntuali. E poi c'è un altro ragazzo da tenere d'occhio: Testini. È un '92 e in mezzo al campo sa fare la differenza». Il futuro ha già trovato i suoi protagonisti?
PAROLA DI BOMBER. Bonazzi, però, è pur sempre vecchia volpe dell'area di rigore. E oggi deve scegliere il pezzo pregiato dell'attacco veronese. «Il mio amico Ferrari mi scuserà, ma io metto davanti a tutti Gomez. Completo. Può occupare qualsiasi ruolo in attacco. Esterno, trequartista, davanti. Proprio non fa differenza. Possiede dribbling, forza e velocità. E poi fatemi spendere una parola per Hallfredsson. Non è una punta. Ma di sicuro è valore aggiunto di questo Verona. E poi, ho giocato e allenato Galli. Bene, davvero molto bene. Sinistro forte, ragazzo che può giocare in ogni zona della mediana. Può avere grandi margini di miglioramento».
OCCHIO ALL'ALBINO. Ed eccoci al presente, alla sfida che si giocherà domani pomeriggio al Bentegodi. L'Hellas va a caccia del grande record. «Ho visto giocare l'Albinoleffe - spiega Bonazzi - e devo dire che mi ha fatto una buona impressione. La storia dice che il Bentegodi porta bene alla mia ex squadra. Qui a Verona hanno vinto contro Hellas e Chievo. Saranno molto motivati. Giocano un buon calcio. E state attenti a Cristiano. È giocatore di grande esperienza. Quando giocavo là abbiamo sfiorato la serie A ai playoff. Purtroppo c'ha buttato fuori il Lecce. Ma è stata dura per tutti metterci sotto».


