Hellas Verona; prova tv: prima di Maietta un altro precedente scaligero
Inchiodato dalla prova tv. A Verona è già successo in passato. Un passato recente. E sempre un difensore nel mirino. Prima di Mimmo Maietta fu Carlo Gervasoni. Mano galeotta disse allora la giustizia sportiva. Gol e festa in campo. Stop di due giornate dopo la prova televisiva. Ma andiamo con ordine e ricostruiamo l'episodio.
Il fatto risale all'ottobre 2005. campionato di B. L' Hellas di Ficcadenti riesce ad avere ragione della Ternana nei minuti finali. Partita tirata, vissuta sul filo di un equilibrio instabile. Sembra la storia di oggi. Verona mai sazio, sempre alla caccia di qualcosa di buono da mettere sotto i denti. Tutto nasce da una punizione battuta da Adailton dal vertice destro dell'area di rigore. La palla, di per sé, è già veloce. Biasi la spizzica, Rantier si toglie, Gervasoni si trova lì. Spalle alla porta, una deviazione passiva del gomito. C'è, si vede dalle foto scattate quel giorno. Ma sembra del tutto involontaria. Il giocatore è in mischia, sembra proprio non essere in grado di poter andare a cercare la palla. La vicinanza non glielo permette. Arriva il gol, la festa, i tre punti. Ma arriva pure la doccia fredda. Tipicamente scozzese. Perchè oltre a Gervasoni resta di ghiaccio tutto l'Hellas.
Il giudice sportivo Laudi, infatti, applica due turni di squalifica al difensore del Verona. Zitti e mosca. Non sono volati ceffoni ne tanto meno testate o pugni. E la deviazione del difensore, ancora oggi, pare essere stata figlia di una giocata veloce, condizionata da mille variabili. Eppure è andata così. Se non altro è rimasta la soddisfazione di una vittoria ottenuta al fischio finale. E Gervasoni è finito nella galleria delle celebrità, quella riservata alla 'Mano de Dios'. L'artista più celebre di questa corrente è universalmente riconosciuto: porta ancora i riccioloni neri, ha un sorriso rubicondo e si fa chiamare Diego. In lista pure Gervasoni. Meno noto, meno conosciuto, pur sempre determinante con il suo gesto apparso ai più involontario e non mirato a 'buggerare' l'avversario. Le cronache di quel giorno riportano le dichiarazioni candide del difensore: "Adailton ha battuto una splendida punizione e io mi sono avventato sulla palla deviata da Biasi e ho messo in rete, toccando con la parte sinistra del corpo. Credo che non ci sia nulla da recriminare sulla validità della mia rete". Spalla per tutti in tempo reale. Giocata irregolare al ralenty. A distanza di sei anni il 'tubo catodico' colpisce ancora. E il Verona adesso dovrà aspettare Maietta per tre settimane. Arrivederci al 2012.


