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Hellas Verona, "Pronti allo sprint finale"

Hellas Verona, "Pronti allo sprint finale" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
domenica 26 febbraio 2012, 15:05HellasVerona

Il manifesto degli ultimi play off ha ancora colori accesi. Un Verona dominante, tonico, sempre primo sulla palla. Ricordi freschi, soprattutto adesso. Corsi e ricorsi, impossibile non tornare un attimo indietro e allo stesso tempo non guardare avanti. Sole a Sandrà, la partita coi cechi del Vysocina Jihlava è appena finita. Ultima puntata di una settimana dura. Mauro Marini tira le somme dopo giorni intensi, prima del rettilineo d'arrivo. Sta bene l'Hellas, questo è sicuro. Percorso diverso rispetto alle dirette concorrenti. Loro a giocare recuperi, il Verona ad incamerare altra benzina.

SOTTO TORCHIO. «Ci sono pro e contro - racconta il preparatore atletico dell'Hellas -, le altre squadre con questo calendario hanno avuto il vantaggio di mantenere l'attenzione e l'intensità della partita, noi senza campionato abbiamo lavorato sotto altri aspetti. Ovviamente meno sotto il profilo nervoso, senza impegni ufficiali». Passano i giocatori, passa Mandorlini. Hellas pesante, ma era tutto previsto. «Un po' di stanchezza - ammette Marini - l'abbiamo accusata, dopo quattro allenamenti in due giorni. Normale». Il concetto l'aveva rafforzato Ferrari poco prima di entrare: «Abbiamo lavorato tanto, ci servirà per il finale di stagione». C'è da credergli, visti i disastri che Nicola combinò la scorsa primavera nelle aree di rigore avversarie. Gibellini, lì vicino, conferma: «Una settimana utile, senza dubbio. Da adesso in avanti la condizione fisica avrà la sua bella incidenza».

PROIEZIONI LARGHE. Sbagliato però andare troppo oltre, affiancare il Verona a quello che schiantò Sorrento e Salernitana. Così come pensare che il lavoro di adesso permetterà matematicamente di arrivare al top quando più serve. Solo luoghi comuni. «Voglio essere chiaro - continua Marini -, non si può ragionare nell'arco dei tre mesi. Il pensiero deve correre solo alla partita successiva, lavorando al meglio di settimana in settimana. Dall'anno passato a oggi il lavoro è più o meno quello, importante è dare continuità. Senza poter prevedere quel che accadrà oltre la prossima gara. Il lavoro d'estate? Solo un'opera di approccio, di adattamento al lavoro della settimana per un lungo periodo. Impossibile pensare di lavorare cinque o sei settimane per un'attività di nove mesi, semmai accade il contrario. Capita piuttosto di allenarsi nove mesi per un mese di attività».

MEGLIO CHE CURARE. Il programma tracciato da Marini ha consegnato a Mandorlini l'intera rosa in buone condizioni in un periodo strategicamente decisivo come questo. Senza veri infortuni muscolari, quelli che puoi anche neutralizzare in anticipo. Alla base di tutto c'è un preciso perchè. «Conta molto l'opera di prevenzione, è quasi tutto direi. Si lavora soprattutto su questo aspetto. I problemi muscolari non sono determinati da una causa sola, ma da parecchie sfaccettature. Dalla stanchezza alla poca abitudine al lavoro, fino alle caratteristiche personali. Un po' di stanchezza c'è, qualche problemino ce l'abbiamo. Niente di importante però, tantomeno assenze prolungate. Bene così».

GRUPPO COMPATTO. Va nello specifico Marini, dal particolare al generale. «Abbiamo giocatori di grande resistenza come Hallfredsson, ragazzi dai caratteri di forza più marcati come Tachtsidis, altri molto rapidi come D'Alessandro e Berrettoni, altri ancora con diverse caratteristiche fisiche importanti. Come Russo o Niccolò Galli. Un gruppo omogeneo, in cui le qualità dei singoli si compensano abbastanza bene. Importante è continuare così». Marini passa e chiude. Il suo Verona non smette mai di correre. Ora sotto con la Samp. 

Fonte l'arena