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Hellas Verona, piccoli difetti crescono. Ma...

Hellas Verona, piccoli difetti crescono. Ma... TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
lunedì 8 ottobre 2012, 10:53HellasVerona

 Due giorni sono utili per sbollire la rabbia, sentimento visibile negli occhi di Mandorlini e di Abbate dopo il gol-beffa di Raimondi. Rabbia, che deriva da un'etichetta data troppo presto a questo Verona: quella di squadra ammazza-campionato. Ed è proprio questa, presumibilmente, la croce che pesa come un macigno sulla testa dei gialloblù. Una difficoltà più psicologica che tecnica, per una squadra potenzialmente capace di vincere le partite in qualsiasi momento. Se la gara contro il Novara era stata solo una piccola avvisaglia curata prima dalla prestazione monstre di Varese, e poi dalla  vittoria tutt'altro che convincente ottenuta contro il Bari, il match dell'Euganeo ha mostrato tutti i difetti caratteriali della truppa di Mandorlini, incapace di chiudere una partita che si era messa su binari rettilinei ed in discesa. Troppi i gialloblù con lo specchio in mano, intenti ad incipriarsi le gote poco arrossate dal sudore. Pochi, invece, quelli assetati di secondo gol, che avrebbe messo definitivamente ko un Padova versione "puglie nell'angolo" per buona parte del match.

MANDORLINI CHIRURGICO - Come al solito. Con il bisturi in mano, sa sempre dove andare a tagliare. "Ci vuole un bagno di umiltà". Ahi, come devono far male queste parole per i giocatori. Stimola l'orgoglio dei suoi calciatori, per far ritrovare la forma a chi l'ha persa da troppo tempo. Gomez, ad esempio, sembra il fratellastro cattivo di quel giocatore che, presumibilmente, ad oggi si trova ancora in Argentina. E' ancora troppo presto per i bilanci e per i processi. Ma dopo otto giornate e con un Sassuolo così, urge trovare presto un rimedio. D'altronde, spesso le sconfitte servono più delle vittorie.

Fonte tuttohellasverona.it