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Hellas Verona, "Per la A ci sono anche gli scaligeri"

Hellas Verona, "Per la A ci sono anche gli scaligeri" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
martedì 27 dicembre 2011, 19:10HellasVerona

Giudizi e previsioni, oscar e investiture. Parola agli esperti, pareri doc su quel che è stato e quel che succederà. Totò De Vitis e Tullio Gritti guardano e ascoltano. Direttore sportivo uno, «uomo Genoa» l'altro. Bomber del Verona di qualche tempo fa, osservatori attenti di un torneo imprevedibile. Alfredo Aglietti ha guidato l'Empoli, ora è semplice spettatore di una B che ha appena conosciuto. Così come Fabio Viviani, seduto sulla panchina del Grosseto che era di Giannini dopo aver studiato da Guidolin e fatto gavetta anche alla Sambonifacese. Sette risposte, tante verità.

Quali squadre andranno in A?

Aglietti: «Difficile prevederlo. Neanche il Toro può stare tranquillissimo, visto che fra l'altro non ha ancora avuto quel momento di difficoltà che capita a tutti e che Verona e Padova hanno già superato. Il Toro rimane comunque favorito, lo stesso Padova ha qualcosa in più delle altre. Può scapparci però una sorpresa fra Sassuolo, Verona e Pescara».

De Vitis: «Torino, Verona e Pescara».

Gritti: «Il Torino sicuro. Il Verona è una seria candidata, anche perchè Sassuolo e Pescara sono al suo stesso livello e perchè chi delle avversarie doveva fare un sol boccone non recupererà più il distacco che ha accumulato. Vedi il Livorno. La Samp stravolgerà l'organico a gennaio, ma non so se avrà il tempo di diventare una squadra. E il Padova da due mesi è in crisi clamorosa».

Viviani: «Il Torino prima di tutti, ma anche il Padova ha un grande organico».

La sorpresa del campionato?

Aglietti: «Il Verona, nessuno si sarebbe aspettato un rendimento così alto. Io per primo, soprattutto dopo il periodo problematico che ha vissuto prima delle otto vittorie di fila. Il secondo posto è proprio meritato».

De Vitis: «Due, Pescara e Verona. Hanno la giusta miscela fra giovani e gente d'esperienza».

Gritti: «Assolutamente il Verona».

Viviani: «La Juve Stabia, anche se alla fine mi auguro la sorpresa sia il mio Grosseto. Ho trovato giocatori di una disponibilità incredibile!».

La delusione? Troppo facile dire la Samp?.

Aglietti: «Normale, visti i programmi e se si considera che poco più di un anno fa giocava per la Champions. La Samp però può recuperare, a gennaio farà un mercato importante».

De Vitis: «Scontato, ma non è sorprendente se i giocatori non si sono calati nella mentalità della serie B. Dall'esterno l'impressione è proprio questa».

Gritti: «Il giudizio sulla Samp è stato sbagliato in partenza. Troppa gente sopravvalutata, giocatori mediocri dipinti come fenomeni. In più la difesa è imbarazzante».

Viviani: «Ci andrei piano prima di escludere la Samp dai giochi, impossibile non prenderla in considerazione con un mercato alle porte ed un girone di ritorno ancora da giocare»

Chi è stato finora il miglior giocatore del campionato?

Aglietti: «Ho visto due o tre volte Sforzini, per il Grosseto ha un peso specifico importante. Come Tavano all'Empoli. Per il Verona dico Hallfredsson, rispetto ai tempi della Reggina è un altro giocatore».

De Vitis: «Più di tutti mi ha impressionato Insigne del Pescara. Per me diventerà un fenomeno, ma anche Tachtsidis sta facendo benissimo».

Gritti: «Ogbonna del Torino».

Viviani: «Abbruscato, si è caricato tutto il Vicenza sulle spalle. Anche Sforzini non scherza, con la maturità ha trovato grande consapevolezza. Fa sempre le cose giuste. E di testa è impressionante».

Il miglior giovane?

Aglietti: «Il Pescara ne ha molti. Non solo Insigne ma anche Immobile e Verratti. Bravo anche Saponara dell'Empoli».

De Vitis: «Tanti, finalmente molti ragazzi trovano lo spazio che meritano. Ci voleva quest'inversione di tendenza, la serie B concepita così può avere un valore inestimabile per il calcio italiano».

Gritti: «Immobile e Insigne, ma anche Ebagua, Boakye e Tachtsidis».

Viviani: «Bardi, il portiere del Livorno, un '92 dalle grandi prospettive. Così come Insigne».

Che voto dà al Verona?

Aglietti: «Altissimo, direi otto e mezzo».

De Vitis: «Otto, sono stati bravissimi».

Gritti: «Dieci, lode compresa se va in serie A».

Viviani: «Sette e mezzo, anche otto. Ha sorpreso tutti».

Il più grande pregio dell'Hellas?

Aglietti: «Lo spirito, l'atteggiamento. Il Verona non molla mai, l'ha dimostrato vincendo parecchie partite negli ultimi minuti. In più gioca proprio un buon calcio».

De Vitis: «La capacità di Mandorlini, dopo una decina di partite, di trovare la quadratura esatta. Ha messo i giocatori al posto giusto, ha sfruttato al massimo le loro caratteristiche. E la squadra ha cominciato a macinare punti».

Gritti: «Organizzazione e carattere. Merito soprattutto di Mandorlini. Il Verona non ha giocatori super, singolarmente non sono i migliori della categoria. Insieme però formano un gruppo granitico».

Viviani: «La grande sicurezza che ha acquisito strada facendo, grazie al lavoro di campo e ad un progetto coerente. Il Verona è un esempio di continuità in un calcio in cui tutti hanno grande fretta».

Fonte L'Arena