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Hellas Verona, ora anche tra le grandi di A

Hellas Verona, ora anche tra le grandi di A TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
giovedì 1 dicembre 2011, 12:25HellasVerona

Da anni Verona non viveva una serata così. Lo squillo di Parma riapre la porta ad antiche gesta di Coppa. Il fascino della notturna, il grande nome davanti, lo striscione delle Brigate a rendere tutto ancora più magico. Non è la serie A, ma poco ci manca. Soprattutto quando giochi così, soprattutto se agli ottavi sei l'unica intrusa di B fra le tante sorelle della massima serie. Qualcosa vorrà pur dire. Emozioni fortissime, vissute per di più con la serenità propria della grande squadra e la maturità di chi pareva averne giocate a centinaia di partite così. In attesa della Lazio e del teatro Olimpico.

FRA PISA E CREMONA. Tornare indietro oggi è ancora più bello. A partire dalla stagione 1988-1989 e quella Coppa Italia lasciata ai quarti per colpa di Incocciati all'Arena Garibaldi, a cinque minuti dalla fine contro il Pisa di Maciste Bolchi dopo il 2-1 dell'andata deciso da Terracciano, Severeyns e Marangon. La formula a gironi premiò l'Hellas, che mise in fila Vicenza, Taranto, Cosenza, Atalanta, Juventus, Torino, Milan e Sambenedettese. Con i gol di Pacione, Galderisi e Caniggia, le fatiche di Iachini e Bruni, le geometrie di Troglio e Bortolazzi. L'anno prima il Verona si era fermato agli ottavi, superato ai rigori dal Torino di Kieft e Junior, sotto la guida di Gigi Radice. L'Hellas si impose 1-0 al Bentegodi con uno spunto di Elkjaer, venne sconfitto al ritorno con lo stesso punteggio prima di cedere ai rigori. Fra le prime sedici l'Hellas ci finì anche nell'annata 1986-1987, trascinato fino al doppio scontro con la Cremonese dai centri di Paolo Rossi e del solito Pacione. Nel gruppo eliminatorio la gemma più preziosa la regalò Volpati, consegnando all'Hellas il successo sulla Roma dopo gli acuti con Perugia, Campobasso e Bari più il pari col Piacenza. Verona-Cremonese si concluse a reti bianche sia al Bentegodi che allo Zini. E anche quella volta i tiri dal dischetto voltarono le spalle all'Hellas

BIS DI COPPA. Nella stagione post-scudetto quella nazionale non era certo la coppa più importante. Fra Paok Salonicco e Juventus c'era altro a cui pensare. Il Verona fu comunque bravo ad arrivare fino ai quarti, dopo aver travolto 3-0 (due di Galderisi, uno di Sacchetti) il Pisa e aver limitato i danni (0-2) al ritorno. La tappa successiva fu anche l'ultima. Contro il Como una doppietta di Benny Vignola diede al Verona uno striminzito 2-1, cancellato dal 3-1 del 21 maggio. Lo spunto di Vinicio Verza fu solo un'illusione. Non fece meglio l'Hellas del tricolore, anche se il sogno delle semifinali volò via soltanto per la ferocia dell'Inter, che al ritorno azzerò il 3-0 incassato all'andata (Sacchetti, Galderisi e Bruni) con due di Rummenigge più Altobelli. Ai supplementari fecero centro anche Causio, Elkjaer e Brady. Peccato, ma il bello doveva ancora venire.

QUASI IN BACHECA. Tre finalissime, tre grandi cavalcate. Il Verona della stagione '83-'84 si arrestò bruscamente ad un passo dal traguardo. L'Hellas travolse l'Avellino agli ottavi e l'Udinese ai quarti soprattutto grazie alla vena sotto porta di Maurizio Iorio, vinse due volte contro il Bari in semifinale e alzò bandiera bianca soltanto all'ultimo atto. Contro la grande Roma di Nils Liedholm fu Storgato a pareggiare in extremis al Bentegodi il vantaggio di Tonnho Cerezo. Cinque giorni dopo, il 26 giugno 1984, l'autogol di Ferroni consegnò alla Roma partita e Coppa. Annata '82-'83, altro capolavoro. Tricella, Dirceu e Nico Penzo firmarono a San Siro le reti del 3-3 che eliminarono il Milan dopo il 2-2 del Bentegodi. In finale con la Juve pareva fatta, soprattutto dopo il 2-0 in casa. Penzo un minuto prima dell'intervallo, Mimmo Volpati all'inizio del secondo tempo.  A Torino però accadde di tutto. Paolo Rossi trovò subito il varco giusto, Michel Platini gelò Osvaldo Bagnoli a nove minuti dalla fine. Soliti supplementari, solita maledizione.  Sempre per colpa di Platini, ad un minuto dai calci di rigori. Delusione tremenda. Senza storia la finale del '76, in gara secca, a Roma. L'Hellas di Valcareggi ne prese quattro dal Napoli. Storie di grandi ricordi lontani, che la notte di Parma ha fatto riaffiorare come d'incanto.

Fonte L'Arena