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Hellas Verona, nonostante Cordova i finali restano "zona scaligera"

Hellas Verona, nonostante Cordova i finali restano "zona scaligera" TuttoB.com
© foto di Image Sport/TuttoLegaPro.com
autore
Federico Errante
martedì 10 aprile 2012, 12:00HellasVerona

Il saldo resta ampiamente in attivo, nonostante l'epilogo di Brescia e la maligna traiettoria di Cordova. Il primato del Verona è salvo, negli ultimi cinque minuti nessuno in serie B ha raccolto di più.  Sei punti d'oro, figli della carica trasmessa a bordocampo da Andrea Mandorlini e del dna di chi, soprattutto al Bentegodi, ha sempre rincorso il risultato pieno senza rifiatare un attimo. Dato emblematico, ulteriore conferma dello spirito Hellas. Tutto il contrario proprio del Brescia, che i minuti conclusivi li ha spesso maledetti tanto da meritarsi l'ultimissimo posto. Almeno fino a venerdì.

STONA SOLO IL PESCARA. Strategici i finali di gara. Decisivi, se si andrà avanti con questo trend, ed equilibri tanto sottili. Le cifre sono lì a testimoniarlo chiaramente.  Al comando della classifica delle gare che iniziano all'85' ci sono quattro delle prime sei della graduatoria generale fra Sassuolo, Torino e Varese (cinque punti a testa) a fare buona compagnia all'Hellas. Viaggia controcorrente il Pescara, che con gare più corte anche di trecento secondi avrebbe tre punti in più come il Cittadella e lo stesso Brescia. Solo il Livorno (quattro) si è comportato peggio. Strano per Zeman, per la verità punito soprattutto da ingenuità individuali che da un reale calo di condizione col passare del tempo.  Anche se le ultime tre sconfitte di fila lasciano più di un dubbio sulla freschezza del Pescara, che proprio sul suo terreno preferito rischia di perdere il treno che conta.  Alle spalle di questo quartetto, ironia della sorte, formazioni contro cui il Verona ha raccolto la posta piena proprio in prossimità del triplice fischio.  Vedi l'Ascoli, giustiziato all'andata da Bjelanovic. Vedi il Bari, steso da Abbate grazie a quello schema da calcio d'angolo che ha fruttato anche il bis al Vicenza al Bentegodi. Vedi il Crotone, castigato al Bentegodi dal sussulto di Maietta.

FUORI DAL PODIO. Senza gli ultimi cinque minuti il Verona sarebbe quarto e non terzo, con otto punti lontano dal Pescara capolista e solo due di vantaggio dalla sesta piazza.  La Sampdoria, settima, sarebbe appena a sei lunghezze e non a dodici come ora. Addirittura i playoff sarebbero stati a rischio, completamente in discussione. Fuori dagli spareggi il Varese, cinque punti distante dal Padova che chiuderebbe il cerchio lasciando fuori dai giochi nell'ordine Samp, Varese, Reggina, Juve Stabia, Bari, Grosseto e Cittadella.  E il Brescia, quinto e non settimo, adesso stazionerebbe ad un solo punto dall'Hellas e a tre dal Sassuolo terzo. Una rivoluzione autentica. Per fortuna che le partite durano novanta minuti e più.

TEMPO AMICO. Il Verona in dirittura d'arrivo ha risolto al Bentegodi la contesa col Brescia con l'invenzione (87') di Pichlmann, vinto nel recupero (92') col Crotone e rovesciato il punteggio col Modena grazie a Lepiller (85') e Gomez (88').  Solo di contorno ai fini del risultato i sigilli di Ceccarelli ('87) alla prima col Pescara, di Hallfredsson (93') ad Empoli, di Tachtsidis (90') con l'Ascoli.  Il quadro è molto più ricco solo allargandolo di altri cinque minuti. Provvidenziali Bjelanovic ('81) ad Ascoli, Abbate ('82) a Bari e ancora Pichlmann ('80) con l'Albinoleffe. Un crescendo esaltante, il Verona ha segnato nei conclusivi seicento secondi più di un quinto dei suoi 48 gol. Quelli subiti? Negli ultimi cinque giri di lancette ha influito sul risultato solo quello di Cordova, senza conseguenze quelli di Tavano (87') ad Empoli, di Calil ('85) col Crotone, di Sgrigna ('85) a Torino, di Di Nardo (95') in casa col Cittadella dieci giorni fa. 

CHE DOLORE. Appena più indietro nel cronometro dolorosi quelli di Caridi (81') e Abbruscato (82'), che sono costati a Mandorlini le sconfitte di Grosseto e Vicenza.  La distribuzione di questi gol certifica  quanto il Verona sia squadra fino al termine e il numero di opzioni che Mandorlini ha saputo consegnare sui piedi di difensori, centrocampisti e attaccanti. Le dieci reti dell'Hellas portano nove diverse firme, a parte i due di Pichlmann. Tante.  Di sicuro abbastanza per dimenticare in fretta il graffio di Cordova.

Fonte l'arena