Hellas Verona, non si soffre di vertigini
Una settimana da vivere intensamente, il conto alla rovescia è già partito. Sabato pomeriggio l'Hellas affronterà il Sassuolo in trasferta, si giocherà per la vetta della classifica di serie B. Chi l'avrebbe mai detto in estate? Verona matricola del torneo cadetto dopo aver vinto i play off di C, formazione emiliana completamente «restaurata» dopo le delusioni degli ultimi anni. Patron Squinzi, numero uno di Mapei, ha stretto i cordoni della borsa e ridotto gli investimenti, il diesse Nereo Bonato ha puntato su tanti ragazzi giovani e un tecnico emergente come Pea. Sulla carta potevano essere solo delle «sorprese» alle spalle delle corazzate, delle società come Torino e Sampdoria, Padova e Reggina che avevano investito fior di milioni per centrare la promozione in A. Non è andata così. Solo i granata di Ventura stanno rispettando le attese, anche se, proprio ieri sono stati raggiunti in testa alla classifica dal Sassuolo. La Sampdoria è sempre più in crisi, il Padova arranca, la Reggina ha già cambiato allenatore per cercare di rimanere agganciata al treno che porta ai play off. Nei quartieri alti della classifica si divertono e pensano in grande Sassuolo, Pescara e proprio l'Hellas.
Dopo la sconfitta di sette giorni fa, nel posticipo dell'Adriatico con i biancazzurri di Zeman, gli avvoltoi affamati avevano ripreso i loro voli nel cielo gialloblù. La vittoria con la Juve Stabia ha allontanato gli incubi e il popolo dell'Hellas può vivere con entusiasmo la grande attesa che porta alla sfida del «Braglia». Ancora una partita da brividi ma il Verona ormai c'ha fatto l'abitudine. Anzi, proprio nei momenti più delicati Rafael e compagni hanno saputo estrarre dal cilindro qualità nascoste. Com'è successo sabato pomeriggio al Bentegodi. Mandorlini ha rilanciato i «tre dell'Apocalisse», i tre grandi assenti di Pescara - Hallfredsson, Maietta e Gomez - e la squadra ha ritrovato come d'incanto geometrie perfette e grande determinazione. Ma non possiamo dimenticare che il Verona ha dovuto fare i conti anche con i forfait di Ferrari e Russo, due pedine fondamentali nel gioco veronese. Nessun problema, sono stati degnamente sostituiti da quelli che sono andati in campo.
E il problema del gol? È vero, l'Hellas non può contare su un bomber di razza ma, come ha detto Mandorlini, meglio avere tanti moschettieri. La conferma è arrivata da Massimiliano Scaglia, ha firmato il vantaggio gialloblù, ha segnato il primo gol con il Verona, ha allungato la lista dei cannonieri scaligeri: ora sono già tredici i giocatori che hanno fatto centro almeno una volta. Una soddisfazione doppia per Scaglia che, contro la Juve Stabia, indossava anche la fascia di capitano. «Finalmente ho rotto il ghiaccio - ammette Scaglia - il gol fa sempre piacere. Lo aspettavo, qui a Verona non era ancora arrivato e questa forse era anche l'occasione giusta. Un gol arrivato al momento giusto, all'ultimo minuto del primo tempo. È servito per spaccare un po' la partita. La cosa più importante però è la vittoria, alla fine sono arrivati i tre punti e la nostra marcia può continuare». Grande soddisfazione anche per Thomas Pichlmann. Tutti cercano l'attacante di razza e lui dimostra che è sempre il miglior cannoniere del Verona, basta considerare gol fatti e minuti giocati. Si arrabbia quando qualcuno cerca di toglierli il quinto sigillo messo a segno con la Juve Stabia. «Non è autorete - spiega - aveva saltato anche il portiere ma lui mi ha messo giù, però ho toccato il pallone anche da terra e l'ho fatto andare in rete. Deviazione di Baldanzeddu? Non credo proprio, il gol è mio, non ci sono dubbi».
La sconfitta con il Pescara è già archiviata, cambiano le prospettive dell'Hellas. «Nel nostro futuro immediato ci sono molte gare impegnative - conclude Pichlmann - prima fra tutte quella col Sassuolo. Prepariamoci bene, vogliamo fare bella figura. L'abbiamo visto anche all'andata, il Sassuolo è una squadra forte ma noi giochiamo sempre per centrare il bottino pieno. Abbiamo dimostrato dopo la sconfitta di Pescara che ci sono le qualità per ripartire». In effetti il Verona non soffre di vertigini, il Sassuolo è avvisato.


